Charles Leclerc, nella conferenza stampa al termine del Gran Premio del Messico, è stato protagonista di un simpatico siparietto per aver detto una parolaccia. Tutto ciò fa riflettere, anche lui rischia la penalità come Max?
Charles Leclerc, nonostante il terzo posto conquistato in Messico, si è presentato ai microfoni piuttosto deluso. Le aspettative del weekend erano sicuramente alte, considerando l’esito di Austin solamente una settimana fa, ma il monegasco non ha mai trovato il giusto feeling con la vettura, come da lui confermato. A pochi giri dalla fine ha rischiato di mettere la vettura a muro, perdendo così la seconda posizione su Lando Norris. Alla fine la Ferrari ha portato a casa punti importanti per la lotta al Costruttori, ma il monegasco non si è ritenuto soddisfatto del risultato.
Charles si è reso protagonista di un simpatico siparietto nella conferenza stampa al termine del Gran Premio del Messico. Nel raccontare cosa è successo quando ha quasi perso la sua vettura all’ingresso del rettilineo mentre lottava con Lando Norris per il secondo posto a pochi giri dalla fine, si è lasciato scappare la parola “fu*k”.
“Ho avuto sovrasterzo e quando ho recuperato ho avuto sottosterzo e poi sovrasterzo dall’altro lato. In quel momento ho pensato “oh fu*k””.
Resosi immediatamente conto di quanto detto, si è subito scusato, scoppiando poi a ridere con gli altri piloti. “Scusate, oh no, non voglio unirmi a Max!”
Leclerc ha fatto riferimento a ciò che è accaduto a Max Verstappen a Singapore, quando è stato penalizzato dalla FlA con dei lavori socialmente utili, dopo aver usato un linguaggio ritenuto non consono durante le conferenze.
Questa storia ormai ha dell’assurdo
L’attenzione alle parolacce dei piloti fa parte di un’iniziativa della FlA in tutti i suoi campionati per cercare di evitare di dare il cattivo esempio anche a bambini che guardano questo sport.
Dopo la penalità inflitta a Verstappen però molti piloti si sono schierati dalla parte dell’olandese, ritenendo ormai tutto questo assurdo. Sentirsi infatti in dovere di punire un pilota 26enne pluricampione del mondo per aver utilizzato un linguaggio apparentemente inappropriato ha dell’assurdo.
L’atteggiamento simpatico di Leclerc, che dopo aver pronunciato la parola “fu*k”, in tono scherzoso se ne esce con “Non voglio unirmi a Max” fa riflettere molto. Porta a chiedersi “Che cosa rimane di vero e serio in questo sport?”.
Se Leclerc, così come Verstappen, riteneva che quella parola era la più giusta per descrivere quella situazione, perché recriminarglielo? Finché non duole a qualcuno, un pilota avrebbe tutto il diritto di pronunciarla.
Ormai però è stato toccato il fondo e di serio è rimasto ben poco, se anche i piloti si trovano a ironizzare su quanto accade.
Il pilota della Ferrari comunque, dopo la conferenza stampa, è stato fermato da un ufficiale FIA. Le scuse di Leclerc sono state prese in considerazione, tuttavia la FIA sta valutando se aprire un’indagine o meno ed eventualmente penalizzarlo. La situazione potrebbe addirittura prolungarsi fino al Gran Premio del Brasile prima di ottenere una decisione.

Ma se non è più possibile essere se stessi e dover prima pensare alle parole da dire per non rischiare una penalità, allora è meglio non dire nulla, no? I piloti sono comunque esseri umani, non robot e tutta questa storia delle parolacce è ridicola.

