Durante il GP di Las Vegas Leclerc e Sainz sono arrivati ai ferri corti, nonostante l’obiettivo comune del campionato Costruttori. Quanto potrà influire tutto questo nelle prossime gare?
Il GP di Las Vegas avrebbe dovuto essere il pilastro della rimonta Ferrari nella classifica Costruttori. Le qualifiche sembravano aver messo le due Rosse in una buona posizione per la gara, con Sainz secondo e Leclerc quarto. Le speranze di Vasseur e compagni, ovviamente, erano legate alla bontà del passo gara e alla capacità di gestire gli pneumatici, aspetti che hanno caratterizzato la SF24 dall’inizio della stagione.
Lo stint con gomma media, però, ha rovinato i piani della scuderia di Maranello. Leclerc, dopo aver tentato addirittura il sorpasso su Russell in curva 1, si è ritrovato improvvisamente in quarta posizione, scivolando alle spalle di Verstappen e Sainz. A questo punto, il muretto Ferrari è stato costretto a richiamare ai box i due piloti, tornati in pista ad oltre 10 secondi da Russell.
La vittoria, di fatto, è diventata un obiettivo irraggiungibile. E lo stesso, alla lunga, è valso con il secondo posto. Non si è trattato di errori, problemi o altri imprevisti: oggi la Ferrari è stata complessivamente più lenta della Mercedes, anche se nessuno se lo aspettava.
Considerata la situazione, l’obiettivo del Cavallino è diventato quindi quello di scavalcare Verstappen con entrambe le vetture per guadagnare 12 punti fondamentali su una McLaren opaca in chiave Costruttori. A conti fatti, il risultato è stato ottenuto, ma pagando un prezzo che rischia di essere molto salato.

Gioco di squadra
Ma andiamo con ordine. Al trentaduesimo giro, Leclerc effettua la sua seconda sosta, rientrando in pista appena davanti a Sainz (fermatosi 3 tornate prima). Il monegasco ha una hard ancora fredda, mentre lo spagnolo arriva lanciatissimo, ma il team radio della Ferrari è chiaro: le posizioni devono rimanere congelate. Sainz, però, decide di sfruttare il suo vantaggio temporaneo e di scavalcare comunque Leclerc, compiendo il sorpasso che con il senno di poi gli permetterà di salire sul podio.
Il nocciolo della questione sta in 3 parole, così semplici da pronunciare ma a volte così difficili da accettare per ogni pilota: ordine di scuderia. La domanda sorge sponteanea: la Ferrari aveva fatto la scelta giusta invitando Sainz a rimanere alle spalle di Leclerc? Entrambi i piloti sarebbero riusciti ad arrivare davanti a Verstappen se lo spagnolo non avesse infranto le regole interne?
Considerando che Leclerc ha avuto ragione dell’olandese solamente a 3 giri dalla fine, e che rimanendo dietro al compagno (che doveva gestire l’introduzione delle sue hard) Sainz avrebbe perso dai 2 ai 3 secondi, la risposta è tutt’altro che scontata. Non lo sapremo mai con certezza. Allo stesso tempo, lo spagnolo non poteva avere un quadro così chiaro davanti a sé quando ha deliberatamente deciso di effettuare il sorpasso: proprio per questo, probabilmente, sarebbe stato meglio fidarsi della squadra.
Ma il vero problema sta nel fatto che non è la prima volta che accade una cosa del genere. Che Ferrari prende una decisione chiara per giocare di squadra, giusta o sbagliata che sia, e che un solo pilota (Leclerc) le rispetta. Perciò, c’è poco di cui stupirsi se quel pilota si lamenta in radio e nelle interviste post gara.

E ora?
Purtroppo per la Ferrari, Sainz si è dimostrato ancora una volta poco disposto a sacrificarsi per il bene del team. Il che, sia ben chiaro, nulla toglie alle sue qualità di pilota, ma in una sfida Costruttori potrebbe avere una certa importanza.
Per chi non avesse seguito la vicenda al termine della gara, dopo il traguardo Leclerc ha espresso tutta la sua frustrazione con la squadra. Vasseur è intervenuto in radio per calmare il suo pilota, che ai microfoni di Sky ha dimostrato di essere ormai arrivato al limite. Charles è apparso stufo di essere l’unico a sacrificarsi per il bene della Ferrari, e ha concluso con un “da ora in poi penserò solo a me stesso” che non promette nulla di buono.
La Ferrari esce da Las Vegas con un distacco di 24 punti dalla McLaren. La prossima tappa sarà quella del Qatar, dove sulla carta il team inglese dovrebbe essere più veloce. Quest’ultimo weekend ha dimostrato che la carta spesso non basta, perciò la Rossa ha ancora diverse speranze a cui aggrapparsi. Ma ha bisogno di due piloti pronti a collaborare tra di loro. A mettere davanti l’interesse per diventare campioni del mondo, anche se solo Costruttori, a quello personale.
Una frattura tra Sainz e Leclerc in questa fase decisiva della stagione potrebbe costare davvero carissima. Molto più dei 2 punti che potrebbe, solo nell’ipotesi più estrema, aver fatto guadagnare lo spagnolo alla Ferrari ignorando l’ordine di scuderia.
La speranza è che quanto succeso oggi possa servire da lezione. Per vedere, sia in Qatar che ad Abu Dhabi, Leclerc e Sainz invece che Leclerc vs Sainz.

