C’eravamo tanto amati? Non proprio. Separati in casa? Decisamente sì. Così Leo Turrini, noto giornalista e insider della Formula 1, descrive il rapporto tra Charles Leclerc e Carlos Sainz, giunto ormai agli sgoccioli, tra sospetti e recriminazioni. Sullo sfondo, un osservatore di lusso: Lewis Hamilton, futuro compagno di squadra di Leclerc.
Secondo Leo Turrini, l’acceso confronto verbale tra i due piloti dopo il GP di Las Vegas ha spinto Fred Vasseur, team principal Ferrari, a intervenire. Con il suo stile pacato ma deciso, Vasseur ha convocato i due nella notte del Nevada per un incontro chiarificatore. Il messaggio è stato inequivocabile: “Niente amicizie obbligate, ma collaborazione leale.”
L’obiettivo è chiaro: concludere la stagione senza ulteriori tensioni per massimizzare le chance nel Mondiale Costruttori. Con McLaren avanti di 24 punti, ogni errore potrebbe essere fatale.
Turrini ricorda che in quattro anni insieme, Leclerc e Sainz hanno condiviso una Ferrari raramente competitiva. Sei vittorie per il monegasco, quattro per lo spagnolo: un equilibrio instabile, segnato da episodi di collaborazione ma anche da molteplici incomprensioni.
La situazione è peggiorata negli ultimi mesi, complice l’annuncio del prolungamento di contratto di Leclerc e l’esclusione di Sainz dai piani futuri della Scuderia. Umore opposto, clima teso. La convivenza è diventata insostenibile e i malumori si sono tradotti in episodi di gara al limite.

Il futuro prossimo: Qatar
Ora il focus è tutto sul GP del Qatar. “Fare gioco di squadra sarà indispensabile,” sottolinea Turrini. La McLaren, in calo rispetto ai mesi precedenti, rimane un obiettivo raggiungibile, con 43 punti in palio per una doppietta. Scie in qualifica, strategie coordinate e zero errori saranno fondamentali.
Riusciranno Charles e Carlos a mettere da parte i rancori per due weekend cruciali? “Dicono di voler fare i bravi ragazzi, ma vatti a fidare,” avverte Turrini.
Il Mondiale Costruttori è in bilico, e per Ferrari rinunciare a questa opportunità sarebbe intollerabile. Ma il rischio di un nuovo scontro, conclude il giornalista, è sempre dietro l’angolo.

