Il Gran Premio del Qatar è pronto ad ospitare la F1 per la terza volta nella storia, e come di consueto la Brembo Preview ci viene incontro per capire i segreti delle staccate del circuito di Lusail!
Il Mondiale Piloti è pratica ufficialmente chiusa, con Verstappen che ha conquistato il suo quarto titolo consecutivo a Las Vegas, ma nelle ultime due gare si decreterà il Campione Costruttori, conteso tra McLaren e Ferrari, con la Red Bull più defilata a cui servirà un miracolo per portare la lotta all’ultimo Gran Premio.
La scuderia di Woking ha in mano il primo match point in un tracciato favorevole alle caratteristiche della MCL38, lasciando la Ferrari in una situazione scomoda per la lotta al vertice. La pista qatariota richiede un alto livello di carico e ha poche curve di trazione, il che va tutto a vantaggio della McLaren.
Le staccate del Lusail International Circuit sono più leggere rispetto a molti altri tracciati se non per la frenata di Curva 1, l’unica contrassegnata nella categoria Hard dai tecnici Brembo per l’analisi del Gran Premio del Qatar.
Andiamo ora a scoprire i segreti delle staccate che caratterizzeranno la penultima gara della stagione!
Le caratteristiche della pista
Il Lusail International Circuit si snoda su 5419 metri e 16 curve, dando vita alla quinta gara in notturna finora anche per evitare uno stress fisico oltre il sopportabile per i piloti.
Nonostante le 7 staccate del tracciato, solo la staccata in Curva 1 viene classificata alla massima difficoltà, portando il grado della pista a 3 su un massimo di 5.
Sono poco più di 9 i secondi complessivi che si passano sul pedale del freno – circa l’11% del tempo sul giro -, ma nessuna staccata supera i 2 secondi di tempo di azione degli impianti frenanti.

Nemmeno la frenata di Curva 1, la più dura per i piloti, raggiunge valori abbastanza elevati da poter essere messa a confronto con altre staccate ben più difficili del calendario.
Il delta di velocità non raggiunge nemmeno i 150 chilometri orari, fermandosi ad una differenza di 138 Km/h tra la velocità di arrivo e la minima di percorrenza. Il tutto in soli 93 metri e 1,46 secondi di azione da parte degli impianti frenanti.
Tutti i valori di forza e potenza si assestano su valori medio-bassi a causa dei 4,2G di decelerazione massima, mentre i piloti caricheranno 119 Kg di pressione sul pedale del freno, sviluppando 2101 kW di potenza dissipata.
I freni HULK sul tetto del mondo
Con la matematica certezza in classifica, Max Verstappen ha conquistato il suo quarto Titolo Piloti, ancora una volta con i freni Brembo che lo hanno accompagnato in tutta la sua carriera in classe regina.
Fin dal 2015 in Toro Rosso, l’olandese montava sulla sua vettura pinze monoblocco in alluminio prodotte dall’azienda italiana, mentre da questa stagione la sua RB20 ha montato dischi in carbonio di ultima generazione, chiamati da Brembo con l’acronico HULK (Happy Until Last Kilometers).

Con il loro spessore di 32mm e un numero di fori compreso da 840 e 1050, i dischi Brembo rappresentano ormai una certezza tecnica per le vetture di F1 anche in questa era ad effetto suolo.
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