La FIA ha deciso di rafforzare il controllo sulla condotta dei piloti di Formula 1 a partire dalla stagione 2025, introducendo sanzioni per l’uso di linguaggio scurrile e atteggiamenti considerati inappropriati. Tuttavia, Juan Pablo Montoya non crede che questa sia la soluzione e ha duramente criticato la decisione dell’organo di governo, arrivando persino a paragonarlo a Donald Trump.
La nuova normativa prevede sanzioni per qualsiasi parola, azione o scritto che violi il codice di condotta della FIA. Inoltre, verrà monitorato il numero di infrazioni commesse, con multe economiche sempre più pesanti e persino la possibilità di sottrarre punti in classifica ai piloti che infrangono le regole.
Il colombiano, noto per il suo carattere schietto e diretto, ritiene che questa misura sia inutile e che la Formula 1 stessa abbia il potere di evitare la trasmissione di parole inopportune senza dover penalizzare i piloti.

“La domanda principale che mi faccio è: è questo che vuole la Formula 1 o è quello che vuole la FIA? Se le parolacce sono così dannose per la F1, perché le trasmettono? Potrebbero semplicemente evitarlo. Ci sono migliaia di conversazioni in corso durante una gara e ne scelgono solo cinque o dieci. L’80% di queste contengono parolacce o persone molto arrabbiate, perché questo fa audience in TV”, ha dichiarato Montoya a CasinoApps.
L’ex pilota di F1 ha anche messo in dubbio l’effetto di questa normativa sullo spettacolo, suggerendo che il rischio sia quello di perdere la passione e l’autenticità dei piloti in pista.

“Vogliamo vedere delle vere personalità o delle principessine? Vogliamo piloti che si scontrano con passione o qualcuno che viene spinto fuori e dice ‘oh mio Dio, mi hanno urtato’, come se nulla fosse successo?”
Ma Montoya non si è fermato qui. Ha persino paragonato la posizione della FIA alle politiche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, suggerendo che entrambi impongano regole senza considerare le conseguenze a lungo termine.
“Capisco cosa sta cercando di fare la FIA, ma bisogna fare attenzione, perché questa situazione somiglia molto a quello che sta facendo Trump con i suoi decreti”, ha concluso.

