Christian Horner ha spiegato le ragioni dietro la scelta di affidare a Liam Lawson un nuovo ingegnere di pista.
I cambiamenti sulla seconda monoposto Red Bull non si fermano al pilota. Il team austriaco, infatti, ha deciso di non affiancare alla new entry Liam Lawson l’ex ingegnere di pista di Sergio Perez, Hugh Bird, ricercando invece una soluzione di discontinuità mettendo assieme il pilota neozelandese e l’ingegnere Richard Wood.
Il perché di questa soluzione l’ha spiegata direttamente Christian Horner.
La decisione dietro alla promozione di Wood

“È stato un cambiamento naturale” spiega Horner. “Hugh [Bird, ndr] ha una famiglia che si è allargata da poco, e le sue skill possono essere benissimo utilizzate anche in fabbrica, quindi è stata una situazione win-win”.
“Ora riesce a passare più notti a casa, e allo stesso tempo giocare un ruolo chiave nel nostro reparto di dinamica del veicolo, portando tutta l’esperienza maturata in pista. È un ingegnere veramente intelligente e sarà un asset. Allo stesso tempo, dare la chance a Wood di diventare il nuovo ingegnere di pista di Liam fa parte della normale evoluzione del team”.
Richard Wood, che quindi da quest’anno affiancherà Lawson nella prima stagione completa in F1, l’anno scorso ha già maturato un po’ di esperienza rimpiazzando Bird come ingegnere di Perez nel Gran Premio di Olanda, oltre ad essere stato il Performance Engineer proprio del pilota messicano dopo una gavetta che l’ha visto iniziare come stratega per poi passare al supporto gara e all’ingegneria del simulatore.
Lawson e quel sedile che scotta

Horner ha poi parlato di Lawson e di ciò che il team si aspetta da lui in questo 2025. “Ciò che deve fare Liam è chiaro. È qui per provare a dare più supporto possibile alla squadra, ovviamente non ci aspettiamo che scenda in pista e batta un quattro volte campione del mondo“.
“Se batte Max, fantastico. Non ci sono ordini che dicono che non può farlo. Ma penso che dobbiamo togliere pressione da Liam nel miglior modo possibile. Fa parte del team da un paio d’anni, è stato pilota test e di riserva e ciò che ci ha impressionati sono la sua tenuta mentale e la sua resilienza. E probabilmente essere il compagno di Max al momento è uno dei lavori più duri da fare in F1″.
Infine, Horner ha dichiarato che tutta la squadra “farà del proprio meglio per proteggerlo e sviluppare le sue doti. Ha solo 11 gran premi all’attivo e quindi gli si chiede tanto. Ma penso che ha tutte le capacità e il talento per affrontare questa situazione”.
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