Enrico Cardile, ex direttore tecnico di Ferrari, dovrà restare ai box fino al 18 Luglio dopo la causa legale vinta dalla Scuderia di Maranello per violazione del gardening.
Dopo le dimissioni rassegnate a Luglio 2024, l’ex direttore tecnico di Ferrari Enrico Cardile ha deciso di firmare un contratto con Aston Martin per diventare il nuovo Chief Technical Officer, affiancando Adrian Newey nella stesura del progetto 2026.
L’annuncio dell’ingegnere aretino da parte della scuderia inglese doveva arrivare Lunedì assieme a quello del genio inglese ex Red Bull, ma la vicenda legale seguita dal Tribunale di Modena ha cambiato tutte le carte in tavola, scombinando tutti i piani per Aston Martin in ottica 2026.
Tra le due scuderie sono andati avanti dei colloqui per cercare di accorciare il periodo di gardening per Enrico Cardile, ma tutte le trattative si sono arenate senza un effettivo compromesso. Aston Martin voleva vedere operativo il suo nuovo CTO già dal 3 Marzo, ma la battaglia legale aperta da Ferrari e seguita dal Tribunale di Modena ha ritardato di oltre quattro mesi l’approdo di Cardile a Silverstone.
La sentenza che ha posto la parola fine sul caso ha dato ragione alla scuderia di Maranello, bloccando così ogni forma di collaborazione tra l’ingegnere ex Ferrari e Aston Martin, indebolendo così la squadra inglese per quanto riguarda il progetto della vettura del 2026.
“L’ex dipendente stava già violando l’impegno di non concorrenza assunto a favore di Ferrari, il cui scopo era quello di evitare che gli altri team di F1, ingaggiando Cardile prima di quanto consentito, potessero trarre un ingiustificato vantaggio competitivo, causando a Ferrari un pregiudizio irreparabile”, queste le parole dei giudici di Modena.

Come si è arrivati a questo punto?
Il caso Cardile ha suscitato più di qualche malumore nella scuderia di Lawrence Stroll, che si è detto furioso per la gestione protezionistica adottata a Maranello. Dall’altra parte, Fred Vasseur ha sicuramente bloccato il trasferimento del suo ex direttore tecnico per evitare fughe di materiale recente verso i rivali, riducendo l’efficacia a breve termine dell’affare concluso da Aston Martin.
Ricordiamo che il periodo di gardening leave, che può andare dai sei mesi ad un anno per le figure più importanti, vieta ogni collaborazione con la nuova squadra, lasciando così l’ingegnere in questione a casa a pieno stipendio pagato dall’ex scuderia.
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