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F1 | Preview tecnica GP d’Australia: si riparte da zero!

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Nuovo anno, nuovi formati! Ecco che ora espanderemo i pre-gara più tecnici ad una visione globale tra aggiornamenti, chicche specifiche per il Gran Premio e qualche curiosità rispetto all’anno precedente. Il primo GP di F1 in Australia ci aspetta!

Abbandoniamo (ma non del tutto) la nostra Brembo Preview che ci ha accompagnati lungo tutto il 2024 per far spazio ad una vista più globale su tutte le caratteristiche tecniche che vedremo in pista all’Albert Park durante il Gran Premio F1 dell’Australia.

Sono finiti da poco i test, in cui abbiamo potuto osservare i primi indizi sui passi gara e i punti di forza delle varie vetture, anche se tutto è ancora da scoprire definitivamente al primo appuntamento stagionale.

Già nei tre giorni in Bahrain si sono viste molte differenze sulle auto rispetto a quanto presentato nei vari shakedown. Ad esempio il nuovo fondo e la nuova ala anteriore, poi scartata, di Red Bull, e una nuova ala frontale di Mercedes.

Andiamo però ora a scoprire cosa potrà riservarci la gara di Melbourne sotto il punto di vista prettamente tecnico.

Piccole modifiche alla pista per aumentare la sicurezza

In seguito ai brutti incidenti dell’edizione 2024, gli organizzatori del Gran Premio, di comune accordo con la FIA, hanno deciso di apportare qualche modifica alle barriere di sicurezza per evitare spiacevoli episodi come visto con Albon durante le Prove Libere e Russell nel finale di gara.

Per far sì che le vetture non possano rimbalzare verso la pista e creare così un pericolo ben maggiore, la barriera in Curva 6 è stata riposizionata e angolata in modo diverso per evitare il rimbalzo sul tracciato, oltre all’estensione della gravel trap (la trappola di ghiaia) fino al cordolo per aiutare a frenare le vetture che finiscono fuori dai limiti.

Da notare con attenzione anche la modifica ai cordoli di Curva 6 e 7, ora in configurazione a scalino singolo a differenza della specifica a doppio gradino che poteva far sbandare le auto più facilmente.

Russell Mercedes Incidente Australia

McLaren vs Ferrari, atto secondo: quali sono le differenze?

La SF-25 e la MCL39, vetture rispettivamente di Ferrari e McLaren, si daranno battaglia fino alla fine per cercare di confermare l’ottimo stato di forma messo in mostra nella seconda parte del 2024 e tentare l’assalto ai Titoli Mondiali.

Le differenze sostanziali tra le contendenti principali le troviamo all’anteriore, con schemi sospensivi ben diversi, e alle fiancate grazie a due design dei sidepods che vanno a mirare su due obiettivi distinti. Ma andiamo con ordine.

Entrambe le vetture montano uno schema pull-rod alle sospensioni anteriori, ma le differenze stanno tutte sui posizionamenti dei braccetti e del wishbone inferiore. Mentre Ferrari, con un triangolo più ravvicinato, cerca una versatilità maggiore, McLaren apre quasi al limite del possibile la distanza del wishbone inferiore dal braccetto superiore, aumentando l’effetto antidive e portando il centro di rollio vicino al centro di massa per massimizzare la stabilità in percorrenza soprattutto nelle curve veloci.

L’aspetto negativo però che la MCL39 potrebbe soffrire si vedrà con tutta probabilità nelle curve lente, dove la grande apertura delle sospensioni andrà a riprendere l’effetto RB20, con una gestione non accurata dei bump, dell’assorbimento dei cordoli e delle curve a medio-bassa velocità.

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A livello aerodinamico invece, la filosofia portata in pista dagli ingegneri di Woking apre molto più spazio pulito al passaggio dell’aria verso i canali Venturi del fondo, che ricordiamo essere la componente più importante di questa generazione di vetture.

Se andiamo invece ad osservare le fiancate delle vetture ci rendiamo subito conto delle grosse differenze tra la SF-25 e la MCL39. L’unica parte “in comune” è il design delle bocche dei radiatori, entrambe con uno stile ‘a P’ come visto sulla Mercedes W15, mentre le forme delle pance portano inevitabilmente a due obiettivi differenti.

I fianchi della vettura di Maranello ricordano la filosofia scelta per la F1-75 del 2022, con quelle vasche che hanno caratterizzato l’ultima auto dell’era Binotto. La sua curvatura più secca poi vuole andare a deviare il più possibile i flussi sporchi delle ruote anteriori e creare una zona di pressione statica.

charles leclerc ferrari

La MCL39 dal canto suo può contare su un progetto più evoluto che rivoluzionato rispetto alla MCL38 a differenza di quanto fatto da Ferrari. I sidepods, ridisegnati in armonia con un cofano motore ora più snello, cercano un’efficienza aerodinamica che mancava alla contendente del 2024, mentre il vassoio sopra gli inlet dei radiatori vuole andare a creare un maggior controllo dei vortici.

Questione freni: come verranno sollecitati alla prima stagionale?

Le tre staccate importanti di Albert Park – corrispondenti a Curva 1, 3 e 11 – metteranno a dura prova gli impianti frenanti dei team, ora riforniti completamente da Brembo per quanto riguarda le pinze freno.

Si toccheranno punte di forze di decelerazione vicine ai 5G (ricordiamo che equivale ad avere un peso di 5 volte sé stessi da sopportare nel verso opposto al moto della vettura), mentre le potenze sviluppate supereranno quota 2500 kW.

La conformazione veloce del tracciato di Melbourne permette però agli impianti frenanti di riposare per gran parte del giro, lasciando anche ai piloti un compito meno gravoso alla prima gara stagionale.

red bull f1 al gp d'australia f1 2024

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