Kimi Antonelli ha concluso il suo primo Gran Premio in Formula 1 con una grande rimonta che l’ha portato a risalire fino in quarta posizione. Ma quello che più ha impressionato, oltre alla capacità di restare in pista, é stato il passo gara che è riuscito a tenere.
Del fatto che fosse un talento cristallino, in molti ne erano consapevoli. Che potesse debuttare così… probabilmente in pochi c’avrebbero scommesso. Andrea Kimi Antonelli in Australia ha alzato l’asticella e le aspettative di chi lo segue da casa con una prestazione degna di un veterano verso la via della pensione. E l’ha fatto mettendo in pista un passo gara che é paragonabile a quello del suo compagno di squadra, che per ampi tratti ha corso in aria pulita.

Alla fine il distacco medio al giro tra Kimi Antonelli e Russell é di circa mezzo secondo al giro. Un distacco minimo considerando che il pilota bolognese ha passato praticamente gran parte della gara in mezzo al traffico. Solo in poche occasioni, andando a memoria, ha avuto pista libera. Mi torna in mente, ad esempio, il momento in cui è andato a caccia di Fernando Alonso prima che poi il pilota spagnolo terminasse il suo Gran Premio a muro. Un distacco che va quindi contestualizzato a quella che è stata la gara di Kimi.

Nella fase iniziale di gara possiamo notare l’ottimo trend positivo di George Russell, sintomo di una vettura ben bilanciata e che permette al pilota britannico di mantenere una certa costanza nei giri. Il fatto che il trend vada a scendere regolarmente é solo un ottimo punto a favore della nuova W16, che sembra essere nata finalmente senza quei numerosi problemi che si portava dietro.
Kimi Antonelli, dal canto suo, é più altalenante. Del resto, si ritrova nel traffico e fin quando non viene deciso di attivare il DRS, fatica nei sorpassi. Proprio in questa fase di gara il suo distacco medio si assesta attorno al mezzo secondo/secondo al giro a seconda della fase in cui si trova.

Gli ultimi 4/5 giri sono un incanto. Finalmente a pista libera, a caccia di Alex Albon, Antonelli comincia a girare fino a 6 decimi al giro più veloce del suo compagno di squadra (che sicuramente non aveva più interesse a spingere, ve lo concedo). Al giro 56 gira ben 1,3 secondi più veloce di Russell. Dopo essere partito lontanissimo, termina a solo 1.7 secondi dal suo compagno di squadra. In una sola parola: generazionale.
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