La Formula 1 sta vivendo un intenso dibattito sulle future normative tecniche, con l’ipotesi di un clamoroso ritorno ai motori V10 alimentati con carburanti sostenibili prima del 2031.
L’idea, inizialmente considerata improbabile, sta guadagnando sempre più consensi tra i protagonisti del Circus. Il piano prevede di estendere le attuali regole fino al 2028, per poi passare direttamente a motori aspirati V10 più semplici, economici e leggeri rispetto agli attuali power unit ibridi. Questo cambio di rotta è stato stimolato da una dichiarazione di Stefano Domenicali, che ha elogiato il V10 come soluzione praticabile per la massima categoria del motorsport.

Tuttavia, l’introduzione dei nuovi regolamenti nel 2026 rappresenta un’incognita. Il rischio è che un team interpreti meglio di altri le nuove regole, compromettendo l’equilibrio competitivo. Inoltre, alcuni ingegneri hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza legata alla gestione dell’energia nei nuovi motori ibridi, che potrebbe generare grandi differenze di velocità tra le vetture in diverse fasi della gara.
Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha aperto alla possibilità di posticipare la rivoluzione tecnica, valutando il ritorno ai V10 come una soluzione per attrarre nuovi costruttori e garantire un’alternativa in caso di abbandono di alcuni marchi, come avvenne nel 2009. Questo scenario potrebbe favorire General Motors, che entrerebbe in Formula 1 con Cadillac e avrebbe tempo per sviluppare un proprio motore.

Le reazioni nel paddock sono contrastanti. Ferrari sembra favorevole a rivedere i piani futuri, mentre Red Bull è divisa: da un lato, il team austriaco vede con favore un rapido passaggio ai V10, dall’altro necessita della fase intermedia per completare lo sviluppo dei suoi nuovi motori. Mercedes, Audi e Honda si oppongono fermamente, avendo già investito ingenti risorse nei motori ibridi previsti per il 2026.
La FIA ha già avviato un gruppo di lavoro per valutare l’ipotesi V10, segno che il dibattito è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi. La decisione dovrà arrivare rapidamente per garantire certezze alle squadre e agli investitori.
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