Una bocciatura lampo che può trasformarsi in una gandissima opportunità: ecco perché la retrocessione di Liam Lawson potrebbe non essere la fine, ma un nuovo inizio.
Liam Lawson non è più un pilota Red Bull. Dopo solo due Gran Premi disputati accanto a Max Verstappen nel team di punta, il neozelandese è stato retrocesso nel team satellite VCARB, ex AlphaTauri. Una decisione rapida, spietata, ma in pieno stile Red Bull. Al suo posto salirà Yuki Tsunoda, che ha convinto con ottime prestazioni e una costanza ritrovata. Ma attenzione: per Lawson, questa “retrocessione” potrebbe nascondere più vantaggi di quanto sembri.

La bocciatura: due gare per convincere… troppo poco
Lawson ha deluso in Australia (ritiro dopo errore sul bagnato) e ancor di più in Cina, chiudendo entrambe le qualifiche in ultima posizione e arrivando 12º in gara solo grazie a penalità altrui. Red Bull non ha aspettato una terza gara: Helmut Marko e Christian Horner hanno deciso di puntare su Tsunoda, reduce da un brillante 5º posto in qualifica con la VCARB a Melbourne. Le parole di Marko sono state nette: “Non ha dato ciò che serviva”.
Il ritorno in VCARB: passo indietro o rilancio?
Lawson correrà ora accanto al rookie Isack Hadjar, promettente talento francese che ha già battuto Tsunoda in qualifica a Shanghai. Non sarà facile: Liam dovrà imporsi come leader tecnico del team e ritrovare fiducia. Ma c’è un lato positivo: sarà ancora in griglia, potrà accumulare esperienza e mantenere visibilità nel circus.

Perché questa retrocessione può fargli bene
• Continuità: resta in F1 da titolare, mentre altri (vedi De Vries) sono stati messi fuori completamente.
• Meno pressione: lontano dai riflettori Red Bull, potrà lavorare sul proprio stile senza l’ombra costante di Verstappen.
• Confronto utile: affrontare Hadjar sarà una cartina al tornasole del suo potenziale reale.
• Futuro aperto: se Tsunoda dovesse deludere, il nome di Lawson potrebbe tornare d’attualità nel 2026.
Il giudizio della stampa: “Una follia Red Bull”
Molti osservatori non hanno risparmiato critiche: ESPN ha parlato di “decisione affrettata”, RaceFans di “cambio shock”, e tanti vedono nell’ambiente Red Bull un ecosistema tossico per chiunque non sia Verstappen. Ma alla fine, il messaggio è uno solo: conta solo il risultato. E se Lawson saprà rispondere in pista, niente è davvero perduto.

Si piega, ma non si spezza
Liam Lawson esce ridimensionato, ma non sconfitto. Ha 23 anni, un sedile in F1 e un’intera stagione davanti per dimostrare che non è solo una meteora. Se saprà sfruttare questa seconda parentesi in VCARB per crescere, la chiamata giusta – magari dalla stessa Red Bull o preferibilmente da un altro team – potrebbe tornare. A volte, per fare un salto in avanti serve prima fare un passo indietro.
Seguici sui social!
Sei un grande appassionato di WRC o della Formula 1? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

