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IndyCar | Lundgaard ed il suo azzardo vincente a Long Beach

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Lundgaard, domenica scorsa a Long Beach, è riuscito a terminare terzo partendo dodicesimo, grazie ad una strategia geniale da parte di Arrow McLaren. Andiamo a vedere come il team papaya è riuscito a portare il danese sul podio.

Nell’appuntamento dell’IndyCar a Long Beach, oltre alla vittoria di Kirkwood davanti a Palou, anche Christian Lundgaard è riuscito a prendersi la scena in California, grazie ad una strepitosa rimonta che lo ha portato dalla dodicesima posizione al gradino più basso del podio per la seconda gara consecutiva dopo il Thermal.

Gran parte del merito va anche dato alla Crew #7 di Arrow McLaren, i quali sono riusciti ad aiutare il danese nella rimonta grazie ad una strategia perfetta.

podio lonmg beach

La delusione in qualifica

Il fine settimana di Lundgaard era iniziato in modo sorprendente, infatti fin dalle prime prove, il danese aveva mostrato ottimi riferimenti sia per quanto riguarda il giro secco, che il passo gara.

Anche la prima parte della qualifica aveva confermato quanto fosse veloce il pilota McLaren, che era riuscito senza problemi a passare il taglio per la Fast 12 e non solo, infatti sembrava uno dei pochi che potesse contrastare Kirkwood e le Andretti nella lotta per la pole.

Purtroppo però le speranze di gloria del danese si spensero proprio allo scadere della Fast 12, difatti Lundgaard ha messo fine alla sua qualifica quando è finito alla curva 9. Grosso amaro in bocca per lui, che aveva già messo a segno un buon tempo, che con molta probabilità, lo avrebbe portato alle fase finale della Fast 6.

Come da regolamento, provocando una bandiera rossa in qualifica, ti vengono cancellati i due tempi più veloci. Per cui il pilota danese è stato costretto a partire dalla dodicesima piazza.

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L’errore del danese in qualifica

L’azzardo che ha pagato

Per Lundgaard non era facile rimontare in un circuito cittadino stretto come Long Beach, per cui se voleva ritornare nelle posizioni di testa aveva bisogno di una strategia perfetta. Per questo il danese ha deciso di provare un azzardo, ovvero partendo con le gomme “Primary” Firestone, mescola più dura.

Il danese ha espresso questa sua volontà già prima del warm-up, come riportato dal sito ufficiale IndyCar:

Stamattina, prima ancora del warm-up, ho riferito alla squadra di provare ad essere aggressivi e vedere cosa fare, visto che avevamo più gomme di tutti. Disponevamo di due set di gomme Alternate e tre set di gomme Primary. Credo che in vista della gara tutte le opzioni fossero a nostra disposizione“.

Per tale ragione, Lundgaard è stato l’unico pilota tra i primi 12 a partire con le gomme Primary Firestone, più dure e resistenti. Invece tutti quelli che partivano davanti a lui hanno deciso di iniziare la gara con le gomme Alternate, che si sono usurate gradualmente in maniera più rapida questo fine settimana, e perciò si sono dovuti fermare al box in maniera anticipata.

long beach lundgaard

Difatti il pilota Arrow McLaren ha preso la testa della corsa già all’ottavo giro. Ha beneficiato sia della strategia che di una vettura altamente performante, grazie alla quale è riuscito a sorpassare ben 11 avversari, gran parte dei quali direttamente in pista, andando a prendersi il suo secondo podio consecutivo.

Abbiamo deciso di affidarsi ad una strategia diversa da quella che ci aspettavamo dalla maggior parte dei piloti. Penso che questo abbia dimostrato che avevamo anche il ritmo giusto. Credo che abbiamo recuperato parecchio in quei pit-stop e abbiamo saputo usufruire dell’aria pulita“.

Un più che discreto inizio di stagione

Lundgaard, il quale si trova a disputare la sua prima stagione con la tuta della Arrow McLaren, al momento si trova terzo in classifica generale dopo tre gare, staccato di soli 46 punti dal leader Palou, ed è posizionato davanti al suo compagno O’ward, cosa difficilmente pronosticabile alla vigilia della sua avventura in papaya.

Ho detto chiaramente durante la pausa estiva che volevo partire forte con il mio nuovo team. Penso che per il momento ci siamo riusciti. Non mi sono mai trovato in una posizione più alta in campionato di quanto lo sia ora. Stiamo facendo un buon lavoro“.

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A St. Petersburg eravamo partiti in un modo un po’ conservativo. Credo che oggi (Domenica scorsa) abbiamo dimostrato di cosa siamo capaci e dove possiamo lottare. Due podi consecutivi, a differenza di questo ragazzo ( Alex Palou ) che decide di vincere o arrivare secondo in ogni gara. Ma un giorno lo batteremo, o almeno spero”.

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