In vista del Gran Premio dell’Arabia Saudita, Pierre Gasly analizza le criticità della vettura
Durante la conferenza stampa che precede il Gran Premio dell’Arabia Saudita, per Pierre Gasly non sono mancate le domande scomode. Il francese ha risposto con diplomazia a una domanda sulle reali cause della differenza di prestazioni tra Bahrain e Giappone.
“Sai che non posso rispondere a questa domanda.”
“Questo è il pacchetto che abbiamo, e in Bahrain ci ha permesso di lottare per una buona posizione. È su questo che dobbiamo costruire. Ci sono aspetti che possiamo migliorare, altri che purtroppo non dipendono da noi.“
Pierre Gasly ha ammesso che il circuito di Jeddah mette in luce le criticità della Alpine: sebbene la A525 sia equilibrata e solida nei tratti a media velocità, soffre nei rettilinei, dove il sistema ibrido esaurisce la carica troppo rapidamente. Un problema già evidente a Suzuka e Shanghai, dove i piloti Alpine sono rimasti lontani dalla top 10.

“Ci sono piste che ci mettono più in difficoltà. Sappiamo quali sono i nostri limiti, ma dobbiamo fare il massimo con ciò che abbiamo. A Jeddah la gestione dell’energia elettrica sarà una sfida, ma proveremo comunque a ottenere il miglior risultato possibile.“
Il team continua intanto a studiare il weekend del Bahrain, dove la A525 si era mostrata competitiva, come nei test pre-stagionali. Tuttavia, in altri circuiti le prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative.
“Nei test invernali eravamo fiduciosi. I primi GP non sono andati male, in Australia siamo entrati in Q3, a Suzuka ci siamo andati vicini, ma le sensazioni non erano le stesse.
Tornare in Bahrain ci ha ridato buone indicazioni, ma ora dobbiamo capire cosa ha funzionato lì e cosa invece ci ha penalizzati nelle altre gare.”

Pierre Gasly ha poi condiviso il suo punto di vista sui rischi del tracciato:
“Come pilota mi concentro più sul layout della pista che sull’aspetto della sicurezza. È un circuito molto veloce, con muri molto vicini e visibilità ridotta. Negli anni sono stati fatti dei miglioramenti, ma la Formula 1 avrà sempre una componente di rischio.
Mi sento comunque al sicuro: ho fiducia nella macchina, so cosa sto facendo, e questo è ciò che conta. Detto ciò, esistono circuiti più sicuri.”

