Dopo aver portato la seconda Red Bull a punti, Yuki Tsunoda è pronto al Gran Premio d’Arabia Saudita dove cercherà un altro posizionamento in Top 10.
Yuki Tsunoda, nonostante le difficoltà che hanno afflitto la Red Bull durante il Gran Premio del Bahrain, ha conquistato il miglior posizionamento in gara del secondo sedile della vettura austriaca dal GP di Austin 2024, dove Perez chiuse al settimo posto.
Il nono posto conquistato dal pilota giapponese è il miglior risultato del secondo pilota Red Bull in questa stagione, conquistando così due punti importanti per togliere pressione e continuare la sua carriera nella squadra anglo-austriaca.
Tsunoda arriva così a Jeddah per cercare di continuare sulla falsa riga del Bahrain, contando su un tracciato che dovrebbe far risaltare i punti di forza di Red Bull, anche se la RB21 non sembra essere tra le vetture più semplici da guidare.
“Non capisco ancora metà delle cose. Ma ci sto lavorando. È molto difficile capire tutto, ma sto cercando di mettere insieme ogni elemento per qualifiche e gara”, ha dichiarato il pilota giapponese.

“Sto continuando ad imparare dagli ingegneri”
Anche se la P9 del Sakhir non è il migliore risultato che la squadra di Christian Horner si aspettava, Tsunoda sembra essere la scelta migliore per affiancare Verstappen, lasciandosi alle spalle la brevissima parentesi disastrosa di Lawson.
Le qualifiche e la gara sono andate discretamente per il giapponese che è riuscito a domare una RB21 molto nervosa e che ha dato più di qualche problema a Verstappen durante tutto il fine settimana.
“Sono davvero soddisfatto di aver conquistato i miei primi punti da pilota della Red Bull in Bahrain. Sto ancora prendendo le misure della vettura e siamo riusciti a superare delle sessioni di libere davvero difficili con delle buone performance e un buon passo”.

“Ovviamente voglio fare meglio e chiederò di più a me stesso nelle prossime settimane, mentre mi sto ancora abituando al team. L’intera squadra vuole migliorare per lottare per posizioni più alte, e per riuscirci servono gli sforzi di tutti. Adesso ho più scelta e autonomia sul set-up e sto imparando ogni giorno dai miei ingegneri”.
Qualificarsi bene a Jeddah inoltre significa avere ottime possibilità di portare la propria vettura nella Top-10 dato che sul circuito arabo i punti di sorpasso sono pochi e molto insidiosi, lasciando spazio a lunghi tratti veloci e curve a bassa visibilità.
“Il mio obiettivo per l’Arabia Saudita è assicurami un buon risultato in qualifica, questo è un circuito molto diverso con le sue sfide, i muri stretti e un asfalto insidioso. Vedremo di portare la vettura nella giusta finestra e farò del mio meglio per dare il miglior risultato al team”.

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