La Formula 1 ha confermato ufficialmente l’intenzione di procedere con il regolamento motoristico previsto per il 2026, chiudendo la porta – almeno per ora – a qualsiasi ritorno ai motori aspirati o ai leggendari V10. La decisione è stata ratificata dalla F1 Commission, che tuttavia ha lasciato spazio ad alcuni aggiustamenti tecnici per rispondere alle criticità emerse in fase di sviluppo.
Approvate dalla FIA già nel 2022, le nuove power unit rappresentano un compromesso tra performance e sostenibilità. Il cuore della rivoluzione sarà l’incremento del contributo elettrico, che dovrebbe arrivare a coprire il 50% della potenza complessiva delle monoposto – pari a 350 kW. Tuttavia, alcune problematiche legate alla gestione dell’energia, soprattutto nei lunghi rettilinei, hanno spinto i vertici della categoria a valutare alcune modifiche.
Tra le novità in discussione, spicca il cosiddetto “turn down ramp rate”: un sistema che impedirà alle vetture di sfruttare immediatamente tutta la potenza elettrica all’uscita delle curve. L’obiettivo è distribuire più gradualmente l’energia lungo il rettilineo, evitando esaurimenti precoci e rendendo la guida più costante e prevedibile.

Secondo quanto riportato da Autosport, un’altra proposta in esame riguarda la riduzione della componente elettrica da 350 a 200 kW. Questa modifica garantirebbe una distribuzione più uniforme della potenza elettrica su tutta la durata del giro, a vantaggio soprattutto dei circuiti ad alta velocità come Jeddah, Monza, Baku o Las Vegas. Tuttavia, c’è dibattito sul fatto che una riduzione di 150 kW – che porterebbe la quota elettrica al 35% – possa davvero essere considerata una “modifica minore”, come previsto dal regolamento.
Il tema sarà discusso giovedì in una nuova riunione della F1 Commission, ma non tutti i costruttori condividono la stessa visione. Alcuni ricordano che in passato, durante l’era turbo, le monoposto disponevano di potenze differenti tra qualifiche e gara, suggerendo che un simile compromesso potrebbe essere accettabile.


Christian Horner (Red Bull) ha mostrato apertura: “Se lo fanno nell’interesse dello sport, bisogna supportarlo”, ha dichiarato dal paddock di Jeddah. Di tutt’altro avviso Toto Wolff (Mercedes), che ha definito l’idea “una barzelletta”. Anche Audi e Honda sembrano contrari ad ogni cambiamento, mentre in casa Ferrari si registra un atteggiamento più riflessivo: Frederic Vasseur ha ammesso che alcuni aspetti del regolamento potrebbero essere stati sottovalutati, invitando gli altri team a non opporsi al cambiamento solo per conservare un vantaggio competitivo.
In definitiva, la direzione per il 2026 è tracciata: elettrificazione al centro, ma con attenzione all’equilibrio tecnico e sportivo. La sfida, come sempre, sarà conciliare innovazione, spettacolo e competitività.
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