La Commissione conferma le regole motore per il 2026: nessuna modifica all’energy split, ma resta uno spiraglio. E dalla Germania indicano Ferrari e Red Bull in difficoltà…
La Formula 1 conferma il nuovo regolamento motore previsto per il 2026. La Commissione F1 ha infatti respinto la proposta di modificare la ripartizione energetica tra parte elettrica e motore termico, confermando l’impianto iniziale che prevede una spinta sempre maggiore verso l’elettrificazione.
Nelle ultime settimane, il tema aveva acceso il paddock: diversi costruttori, capitanati da Red Bull e Ferrari, avevano cercato di rimettere in discussione il regolamento. I due team avevano avanzato dubbi sulla sicurezza legata alle lunghe fasi di recupero energetico, che potrebbero causare differenze di velocità pericolose tra le monoposto. Ma, secondo quanto riportato da Auto Motor und Sport, il vero motivo sarebbe da ricercare nei ritardi nello sviluppo delle nuove Power Unit da parte proprio di Red Bull e Ferrari, mentre Mercedes sembrerebbe già in netto vantaggio – come accadde nel 2014 con l’introduzione dei motori ibridi attuali.

Il nodo principale riguarda l’energy split, ovvero la distribuzione della potenza tra batteria e motore a combustione. Le regole attuali prevedono che circa il 50% della potenza totale provenga dal sistema elettrico (350 kW), mentre l’altra metà sarà garantita dal V6 turbo da 1.6 litri. La proposta di modifica avanzata da Red Bull e Ferrari puntava a ridurre la potenza elettrica a 200 kW, lasciando maggiore spazio al termico, ma è stata bocciata durante la riunione della Commissione tenutasi giovedì 24 aprile.
Toto Wolff, team principal di Mercedes, si è mostrato particolarmente infastidito dalle continue richieste di modifica: “Avevamo appena avuto un incontro la settimana scorsa sui motori, e ora queste cose tornano già in agenda. È ridicolo.”
La posizione di Red Bull e Ferrari si scontra anche con quella di altri costruttori come Audi, Honda e Mercedes stessa, che non sarebbero in grado di rivedere completamente i loro progetti in tempi così brevi. Per questo motivo, l’idea di un ritorno ai V10 alimentati da carburanti sintetici è stata definitivamente accantonata.

Tuttavia, il comunicato ufficiale della FIA lascia uno spiraglio aperto: “La Commissione F1 ha discusso potenziali miglioramenti alla strategia di gestione energetica per il 2026, nonché misure per affrontare eventuali problemi finanziari per i costruttori nel caso si verifichino cali di performance o problemi significativi di affidabilità.” In altre parole, se il nuovo regolamento dovesse rivelarsi troppo penalizzante per alcuni team, potrebbero essere introdotte deroghe per superare i limiti di budget oppure per ottenere più ore al banco prova.
In sintesi, le regole per il 2026 restano confermate, ma la Formula 1 si riserva la possibilità di intervenire nel caso la competitività del campionato venga compromessa. Un equilibrio complesso tra innovazione tecnologica e salvaguardia dello spettacolo.
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