Sbarcato nel Mondiale, per la prima volta nella sua storia, nel 2025 il colosso sud coreano, Hankook, si è presentato al pubblico con alterne vicende, alcune molto positive altre, invece, un pó meno, sollevando dubbi e perplessità riguardo ai loro pneumatici da gara.
Dalla mancanza di grip alla perdita prematura dei chiodi nelle specifiche da neve fino ad arrivare al criptico weekend delle Canarie, appena concluso. Ma le ingenti critiche sollevatosi attorno all’hospitality di Hankook sono veramente fondate o è un semplice accanimento mediatico?
L’eredità di Pirelli ed i nuovi regolamenti
La pur esperta Hankook arriva nel WRC raccogliendo un’eredità pesante, quella lasciata dalla Pirelli, uscita di scena a fine 2024 dopo 3 stagioni. Il costruttore sud coreano, dal canto suo, non è rimasto a guardare rimboccandosi le maniche dal giorno immediatamente successivo alla vittoria del bando per l’acquisizione dei diritti alla fornitura unica di coperture da gara nel Mondiale Rally dal 2025 in poi.
L’elezione di Hankook nel WRC arriva in un periodo di grande caos a livello regolamentare, inizialmente inaugurato dai blandissimi regolamenti 2027 e culminato poi con l’esclusione improvvisa delle propulsioni ibride dalle auto Rally1 già dal 2025. Una direttiva, quest’ultima, arrivata a ciel sereno o quasi, andando così ad intaccare e non poco il lavoro del costruttore di gomme asiatico che, nel mentre, stava già sviluppando le coperture, cucendole addosso alle esigenze delle vetture Rally1 ibride.
Di punto in bianco Hankook si trova costretta ad adattare i propri piani secondo la nuova normativa “anti-ibrido” che comunque comporta un cambiamento significativo sul comportamento delle vetture nelle varie fasi di gara.
In strada a dicembre
Il debutto in gara delle nuove Hankook arriva 11 giorni prima di Natale, sotto la neve copiosa del Rally di Devoluy 2024, una gara locale francese con alcuni tratti condivisi con il Monte Carlo. A portare in pista le nuove coperture sono Adrien Fourmaux e Kalle Rovanperä. L’esito del debutto delle gomme coreane è altalenante; i due piloti denunciano un grip imprevedibile ed una prematura perdita di chiodi. La cosa, però, non preoccupa, almeno apparentemente, gli uomini di Hankook, convinti che il battesimo di Devoluy sia solo un ambizioso punto di partenza.
Un gran debutto
Ed effettivamente i tecnici hanno ragione ad essere ambiziosi perché il debutto ufficiale nel Rallye Monte-Carlo 2025 è un successo. Zero forature tra le vetture Rally1 e poche lamentele nei confronti delle Hankook Ventus Z215 da asfalto (anche per via di un presunto accordo verbale tra Hankook e team nell’evitare critiche nei confronti delle gomme).

I sud coreani zittiscono tutti anche in Svezia, dove le “Winter i*Cept SR20” il compound forse più discusso tra tutti, stupisce. Il confronto diretto con le vecchie “Pirelli Sottozero”, infatti, evidenzia un delta massimo di appena 5 secondi di divario tra i due costruttori, con Pirelli ancora leggermente avanti, ma il progresso tecnologico di uno dei compound più criticati come le winter, è notevole.

Tuttavia, la maggior parte dei piloti, Evans su tutti, sembra già aver compreso pregi e difetti delle nuove gomme adattandosi di conseguenza. L’unico rimasto indietro è Rovanperä che continua ad annaspare ed a criticare in maniera nemmeno troppo velata le Hankook.
23 forature al Safari
Detta così, in effetti, potrebbe sembrare tragica, ma la trasferta di Hankook sui temibili sterrati kenioti ha rappresentato il primo ostacolo duro di questa stagione. Una gara ad eliminazione dove regna la legge del “chi va piano, va sano e va lontano”.
Eppure Hankook nonostante le 23 forature registrate tra gli equipaggi prioritari, può ritenersi soddisfatta visto un dato di fatto molto importante.
Tutte e 23 le gomme bucate, infatti, non sono esplose, cosa che con Pirelli, invece, avveniva, ma si sono semplicemente afflosciate progressivamente sui cerchi, senza quindi andare a danneggiare la carrozzeria delle vetture. Un grosso punto a favore delle “Hankook Dynapro” da sterrato.

Il Safari 2025, però, è stato talmente massacrante che nemmeno gli stivali delle sette leghe avrebbero saputo fare di meglio. Dunque Hankook esce dal Kenya forte di diversi dati incoraggianti.

Nonostante tutto, però, in virtù delle numerose forature registrate, Hankook ha deciso di predisporre 8 pneumatici da sterrato in più per tutti gli equipaggi al prossimo Rally del Portogallo, segno chiaro da parte della casa asiatica, di volersi tutelare e nascondere un poco di polvere sotto al tappeto.
Atto IV: Le Canarie, il primo flop?
Si arriva dunque al quarto weekend del WRC, quello delle Canarie, evento al debutto nel Mondiale. Si torna sull’asfalto per la seconda volta in stagione e quindi Hankook schiera nuovamente le Ventus Hard e Soft e le intermedie. Dopo l’ottimo lavoro svolto al Monte ci si aspetta un’altra buona prova da parte dei coreani.
Stranamente, però, il weekend di Hankook in terra Canaria è un mezzo flop; nessun equipaggio, nell’arco dei tre giorni di gara, utilizza la gomma soft, optando sempre per un treno di 5 hard per ogni loop. A questo si uniscono i problemi di Hyundai nel saper far entrare le Ventus nel range ideale di utilizzo, cosa che condanna il team connazionale di Hankook ai bassifondi della classifica.
Va segnalata, inoltre, anche la foratura di Neuville a tre ps dal termine. Su asfalti così perfetti e lisci come quelli spagnoli per forare ce ne vuole.

A margine della gara delle Canarie Hankook dichiara in un comunicato stampa:
Al Rally Islas Canarias 2025 sono stati registrati 60 equipaggi, con oltre 1.250 pneumatici Hankook montati sui veicoli partecipanti. Durante l’evento, oltre il 99,8% degli pneumatici ha mantenuto alte prestazioni senza irregolarità significative.

Steven Cho, portavoce Hankook WRC, ha dichiarato:
“Essendo la prima volta per tutti su questo terreno, è stato stimolante vedere i concorrenti adottare strategie e soluzioni diverse per ottimizzare la propria performance in condizioni del tutto nuove. L’evento ci ha anche fornito dati e feedback preziosi, che saranno fondamentali per il continuo miglioramento delle nostre tecnologie. Un sentito ringraziamento al WRC, alla FIA, ai membri dei media e naturalmente ai tifosi per il loro supporto.”
La verità su Hankook, dunque, sta nel mezzo: da una parte la solida base presentata già dal Monte, dall’altra, invece, i più classici errori di gioventù, necessari affinché un prodotto possa raggiungere tutto il suo potenziale. Certo ora Hankook è chiamata a fare quel salto di qualità che contribuirebbe non poco alla consacrazione definitiva dei coreani nel Motorsport che conta
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