La stagione 2025 di Formula 1 ha un protagonista indiscusso: la McLaren. Il team di Woking ha finora messo in mostra la monoposto più veloce in griglia, e il merito non è solo del motore o dell’aerodinamica.

McLaren, il segreto sta nelle gomme. Red Bull a lavoro a Miami per scoprirlo!

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La stagione 2025 di Formula 1 ha un protagonista indiscusso: la McLaren. Il team di Woking ha finora messo in mostra la monoposto più veloce in griglia, e il merito non è solo del motore o dell’aerodinamica. Il vero punto di forza dei Papaya è una qualità tanto invisibile quanto determinante: una gestione delle gomme semplicemente impeccabile.

Raffreddamento da manuale

Quattro dei primi cinque Gran Premi stagionali sono finiti nelle mani di un pilota McLaren. Il motivo? Un raffreddamento (gestione degli pneumatici) che rasenta la perfezione. Nessun’altra vettura riesce a portare le gomme in temperatura così rapidamente e mantenerle nella cosiddetta “magic window”, la finestra prestazionale ideale, indipendentemente dalle condizioni della pista o dell’asfalto.

La stagione 2025 di Formula 1 ha un protagonista indiscusso: la McLaren. Il team di Woking ha finora messo in mostra la monoposto più veloce in griglia, e il merito non è solo del motore o dell’aerodinamica.

Questo si traduce in un vantaggio sia sul giro secco, come in qualifica, sia in gara. A Miami, per esempio, Verstappen ha sì guadagnato un decimo nel primo settore, ma nel secondo e terzo tratto del tracciato sono stati Norris e Piastri a dettare legge. E proprio in gara emerge tutto il potenziale del MCL39: quando i piloti McLaren sono davanti, diventano imprendibili. A Jeddah, Piastri ha stampato il suo miglior tempo personale all’ultimo giro, come a voler dire: “Vi ho tenuti tutti sotto controllo.”

Red Bull all’inseguimento

La superiorità McLaren non è passata inosservata, soprattutto a Milton Keynes. In casa Red Bull si indaga da settimane per scoprire il segreto tecnico che consente a Norris e Piastri di volare. Gli ingegneri del team campione del mondo in carica hanno persino utilizzato termocamere durante i pit-stop, per osservare le temperature nei condotti dei freni – un elemento chiave per influenzare il riscaldamento degli pneumatici.

L’attenzione è focalizzata in particolare sulle gomme posteriori, notoriamente più soggette a surriscaldamento. In Bahrain e Jeddah, le immagini termiche delle McLaren mostravano molte zone blu (più fredde) in corrispondenza delle coperture dei freni, mentre le altre vetture evidenziavano colorazioni rosso-arancio, sintomo di temperature più alte. Da Red Bull il commento è stato lapidario: “È impossibile ottenere questo risultato con la sola aria.”

Acqua nei pneumatici? Zak Brown risponde con ironia

Non sono mancate le illazioni: si è tornati a sospettare che McLaren stia usando acqua nei pneumatici per tenerli freschi. Una voce che Zak Brown ha definito “ridicola”, al punto da ironizzarci sopra con una borraccia sul muretto firmata “Tire water”.

La stagione 2025 di Formula 1 ha un protagonista indiscusso: la McLaren. Il team di Woking ha finora messo in mostra la monoposto più veloce in griglia, e il merito non è solo del motore o dell’aerodinamica.

Secondo il team, le prestazioni della MCL39 sono il frutto di un perfetto mix tra alto carico aerodinamico, bilanciamento del veicolo e alcune soluzioni innovative. Forse una gestione dell’aria estremamente raffinata nei condotti dei freni, materiali capaci di mantenere l’aria in una temperatura ideale, o qualche altro trucco intelligente. Il punto è che, qualunque esso sia, funziona.

La FIA sotto pressione

Secondo quanto riportato da AMuS, gli avversari – Red Bull in testa – stanno letteralmente sommergendo la FIA di richieste tecniche per tentare di decifrare il mistero con un processo di esclusione. Finora, però, tutto sembra rientrare nei limiti del regolamento. E la Federazione, sotto la lente d’ingrandimento, ha intensificato i controlli.

La stagione 2025 di Formula 1 ha un protagonista indiscusso: la McLaren. Il team di Woking ha finora messo in mostra la monoposto più veloce in griglia, e il merito non è solo del motore o dell’aerodinamica.

McLaren, nel frattempo, continua a sorridere. Non solo per i risultati in pista, ma anche perché – a quanto pare – ha saputo innovare dove nessun altro ci era ancora riuscito.


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