2025 05 06 15.38.19.jpg

F1 | McLaren MCL39: Altro che ali flessibili! Il vero vantaggio è nell’arte di trattare la gomma

In un paddock ossessionato dalle ali flessibili e dalle gallerie del vento, la McLaren sta vincendo le gare con qualcosa di molto più concreto: una gestione termica delle gomme semplicemente superiore.

E mentre Red Bull, Mercedes e Ferrari si interrogano su flap e flessioni, a Woking hanno messo in pista una monoposto che vince perché riesce a far lavorare lo pneumatico come nessun altro.

Oltre la flessione: il vero segreto è nascosto dietro le ruote

Le voci di possibili irregolarità si sono fatte insistenti dopo Miami, quando Zak Brown si è presentato in pit lane con una borraccia arancione e una scritta provocatoria: “Acqua per le gomme”. Una frecciata neanche troppo velata a chi, Red Bull in primis, ha insinuato l’uso di sistemi di raffreddamento borderline come micro-spruzzi per abbassare la temperatura delle coperture. La FIA e Pirelli hanno controllato. Nessuna prova. Ma l’efficienza della McLaren MCL39 in condizioni di pista calda resta sospetta. O meglio: ammirevole.

image 246
Zak Brown sorseggia un po’ d'”acqua per le gomme”

Due cestelli e un equilibrio perfetto

Il cuore dell’efficienza McLaren risiede nei doppi cestelli in carbonio che avvolgono ogni gruppo ruota. La loro funzione non è solo quella classica di proteggere l’impianto frenante. Il vero capolavoro tecnico è nella separazione del calore: il calore generato da pinze e dischi viene isolato, mentre un flusso d’aria fredda attraversa i condotti interni per evitare che il calore raggiunga il cerchio e, quindi, la gomma.

Risultato? Le gomme restano più fresche, si degradano meno e restano nella finestra ottimale di lavoro più a lungo. In qualifica, questo si traduce in un ultimo settore perfetto. In gara, significa stint più lunghi e strategie più flessibili.

Ali flessibili? Sì, ma ben progettate

Le analisi più recenti hanno evidenziato che la McLaren MCL39 è uno dei team che ha maggiormente innovato in questo campo, riprogettando completamente l’ala anteriore già in vista dell’introduzione della TD018. La filosofia del team diretto da Rob Marshall non si limita alla gestione passiva della flessione, ma sembra sfruttare fenomeni termici localizzati indotti dalla pressione statica in certi punti dell’ala, in grado di innalzare la temperatura della superficie.

McLaren
immagini che dimostrano la flessione dei flap superiori dell’ala anteriore della MCL39 in fase di frenata; cc F1

Questa zona di pressione è stata osservata in particolare sull’ala posteriore, ma è l’anteriore che sarà sotto i riflettori a Barcellona. La domanda è semplice: la fibra di carbonio ha una bassa conducibilità termica. Quindi, come può riscaldarsi in modo efficace per attivare la matrice?
È possibile che siano stati introdotti materiali a più alta capacità di scambio termico all’interno della stratificazione, oppure che si sfruttino geometrie studiate per generare compressioni d’aria interne molto localizzate.

TD018: un freno? Forse per altri. Non per McLaren

La nuova direttiva prevede controlli statici più severi, test di rigidità aumentati e l’analisi della deformazione angolare del flap rispetto al profilo principale. Tuttavia, McLaren ha lavorato in anticipo, non solo per rispettare i limiti imposti, ma per sfruttarli. La MCL39 è stata progettata per massimizzare il carico aerodinamico in modo distribuito, affidandosi al corpo vettura e al fondo molto più che alle ali.

Ciò significa che anche in caso di lieve irrigidimento delle superfici mobili, la perdita prestazionale sarà marginale rispetto a vetture fortemente dipendenti dal comportamento elastico delle ali come Ferrari ad esempio.

La McLaren è universale, ma letale col caldo

Più sale la temperatura dell’asfalto, più la McLaren vola. A Miami, anche con 37°C di pista — sotto la soglia teoricamente “gestibile” per Red Bull — Piastri ha rifilato 37 secondi a Russell, con un passo che ha lasciato tutti a bocca aperta. Helmut Marko ha parlato di sette decimi al giro di svantaggio per la RB21. Numeri da inizio ciclo tecnico, non da stagione di chiusura regolamentare.

image 217

Versatilità, efficienza e adattabilità: un pacchetto completo

Il lavoro di Peter Prodromou sull’aerodinamica a bassa velocità ha portato alla creazione di una monoposto che si adatta a ogni circuito, e non teme né rettilinei né curve lente. Il grip meccanico costante garantisce che gli pneumatici mantengano sempre una buona impronta, entrando facilmente nella finestra ideale di temperatura. L’impronta a terra resta stabile, la trazione è sempre ottimale, e il bilanciamento non si perde mai.

Conclusione: McLaren davanti, gli altri a inseguire (o a sospettare)

La MCL39 non è solo la migliore vettura della stagione. È la più intelligente. Ha spostato il focus tecnico dalla pura aerodinamica alla gestione del pacchetto complessivo, elevando la termodinamica dei freni e delle gomme a strumento di prestazione pura. E mentre la FIA prepara nuove verifiche sulle ali, a Woking sembrano già pronti.

Non sarà facile colmare il gap. Chi ci riuscirà dovrà prima capire davvero cosa ha fatto la McLaren — e poi reinventarsi. Oppure, come suggeriscono alcuni, voltare pagina direttamente verso il 2026.

img 3558 1

Seguici sui Social

Sei un grande appassionato di WRC ERC F1, F4 Italia? Vuoi restare aggiornato su tutte le novità del mondo dei motori, dai rally internazionali alle ultime notizie dal paddock? Allora seguici sui nostri canali Instagram Telegram: è il modo più semplice per non perderti neanche un aggiornamento!

Sui nostri canali troverai le anteprime dei nostri articoli, notizie sui principali eventi in calendario, aggiornamenti dai weekend di gara e curiosità dal mondo del motorsport, tutto pensato per chi – come noi – ama la competizione e vive ogni curva con il fiato sospeso.

Se ti piacciono i nostri articoli, ti invitiamo a condividerli con chi vuoi: amici, appassionati, o chiunque possa apprezzare una lettura di qualità legata a questo straordinario universo fatto di motori, sfide e adrenalina.

Buon proseguimento di lettura sul nostro sito… e continua a seguirci: il bello deve ancora arrivare.

Rispondi