Durante il weekend di Imola, alcuni osservatori attenti hanno notato un possibile aggiornamento “silenzioso” sulla Mercedes: un’ala posteriore più rigida rispetto a quelle viste nelle gare precedenti.
Sebbene la geometria dell’ala sembri invariata, le immagini e i dati raccolti suggeriscono una modifica significativa nella aeroelasticità della Mercedes, probabilmente necessaria per garantire un corretto bilanciamento con l’introduzione di un’ala anteriore altrettanto rigida. Secondo quanto riportato da Vanja H su X, i dati di velocità rilevati in gara rafforzano questa ipotesi:
- Giappone (Round 3), al giro 34: 292-295 km/h
- Imola (Round 7), al giro 7: 306-308 km/h
Si tratta di un incremento vicino al 10% della pressione dinamica, che implica un maggiore carico aerodinamico e una minore flessione ad alta velocità, segnale chiaro dell’introduzione di componenti strutturalmente più rigidi.

Ala anteriore irrigidita in vista della Direttiva Tecnica di Barcellona
Un altro elemento interessante riguarda proprio l’ala anteriore. Analizzando le riprese on-board disponibili su F1 TV, dalla prima sessione di prove libere fino alla gara, non è mai stato mostrato un singolo camera-car frontale della Mercedes. Un’assenza che difficilmente può essere attribuita al caso.

Tuttavia, grazie alle immagini fotografiche ad alta risoluzione disponibili tramite Getty, si nota che la flessione dell’ala anteriore sulla monoposto di George Russell, a velocità superiori ai 300 km/h, è stata inferiore ai 10 mm. Questo rappresenta una riduzione di almeno tre volte rispetto ai valori osservati durante i test pre-stagionali in Bahrain.
Questa modifica sembra anticipare l’arrivo della nuova direttiva tecnica, attesa per il Gran Premio di Spagna, che mira a limitare l’utilizzo di componenti flessibili per ottenere vantaggi aerodinamici in rettilineo.
Addio alle “ali di noodle”, ritorno alla fibra di carbonio
In sintesi, Mercedes avrebbe scelto già di abbandonare la filosofia delle cosiddette “ali di noodle” – caratterizzate da una notevole flessibilità – per tornare a soluzioni più convenzionali e rigide in fibra di carbonio. L’obiettivo sembra essere quello di aumentare la coerenza del comportamento aerodinamico e ottenere un bilanciamento più prevedibile su tutta la lunghezza del giro. Con ali irrigidite sia all’anteriore che al posteriore, il team di Brackley si prepara in vista di Barcellona e della nuova direttiva.
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