La scelta Red Bull – incomprensibile – di montare gomma bianca nel finale ha scatenato tutto il parapiglia finale. Non era meglio far restare Verstappen in pista?
A volte le gare si vincono anche con il cervello, non solo con il piede destro. Eppure, nel 2025, sembra che il muretto Red Bull abbia dimenticato proprio questo. Dopo una serie di scelte discutibili, l’ennesima disfatta strategica – questa volta in Spagna – lascia l’amaro in bocca, e non solo ai tifosi.
Facciamo ordine. Max Verstappen era in lotta per un solido podio, se non qualcosa di più. Al momento dell’ingresso della Safety Car, montava soft usate ma ancora in buone condizioni (8 giri). Bastava restare fuori e si sarebbe ritrovato in testa alla corsa, con sei giri da percorrere. Certo, avrebbe dovuto difendersi dagli attacchi delle McLaren – in forma e con gomma fresca – ma almeno lo avrebbe fatto da leader. Il minimo sindacale? Un terzo posto. Il massimo? Un colpo da maestro.

Invece, dal muretto è arrivata la chiamata più assurda della stagione: pit stop e gomme dure. Sì, le hard. Le stesse che nessuno, ripetiamo, nessun altro team aveva utilizzato durante la gara, dopo averle scartate già in prova per il loro rendimento disastroso. E Red Bull cosa fa? Le monta sul proprio pilota di punta a sei giri dalla fine, regalandogli un’agonia invece di una chance concreta.
A questo punto, la domanda è legittima: davvero era meglio ripartire terzi su gomme dure piuttosto che primi con le soft usate? In entrambi i casi avresti avuto pressione da dietro. Ma in uno difendi un podio, nell’altro difendi la vittoria. O almeno ci provi.

E non è nemmeno un caso isolato. A Miami un errore ai box è costato sei punti a Verstappen, altri tre persi durante la Virtual Safety Car. In Bahrain, pit stop lenti come un download con il 3G: 10 secondi buttati che hanno fatto la differenza tra una P6 e una potenziale P5. E di nuovo, in Spagna, oltre alla chiamata incomprensibile sulle hard, Max ha dovuto fare i miracoli con una strategia a tre soste. Poi ci ha messo del suo con l’incidente, certo, ma se fosse stato nella posizione giusta, magari non sarebbe successo.
In totale? Almeno 25 punti buttati per strada. E oggi Verstappen si ritrova con un distacco di 49 punti dal leader della classifica. Non serve un matematico per capire che qualcosa non torna. Le prestazioni del pilota non sono in discussione. Il problema è che Red Bull, storicamente impeccabile dal punto di vista operativo, sembra essere peggiorata.

Forse è tempo che qualcuno nel team inizi a chiedersi se tutte queste scelte azzardate e questi errori di base siano davvero compatibili con un team che punta – almeno a parole – al titolo.
Perché finché Max porta la macchina al limite, Red Bull sembra intenzionata a portare la strategia oltre il buon senso. E in Formula 1, non basta avere il miglior pilota se continui a spararti sui piedi.
Seguici sui nostri social
🔥 Sei un vero fan della Formula 1? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram, Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨
📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per la F1!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌
Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

