“La F1 non tornerà mai più lì. È diventato troppo pericoloso” – Max Verstappen sul Nürburgring Nordschleife. Abbandonato dalla F1 dopo l’incidente di Lauda nel 1976, è oggi considerato inadatto alle monoposto moderne.
Ci sono dei tracciati che entrano nella storia della Formula 1 con le loro particolarità, le loro curve e gli eventi che li hanno resi unici, e non ne possono più uscire. Molteplici sarebbero gli esempi da citare e con essi non si può non pensare allo storico tracciato del Nordschleife, il più celebre dei circuiti del complesso del Nürburgring.
La pericolosità del tracciato:
Il tracciato fu inserito nel calendario della F1 già a partire dal 1951, diventando subito uno dei circuiti più iconici – e al tempo stesso più temuti – dell’intero panorama automobilistico mondiale. Con i suoi oltre 22 chilometri di lunghezza, 73 curve e un dislivello di quasi 300 metri, il Nordschleife era un banco di prova estremo per piloti e vetture.

Il circuito presentava caratteristiche uniche ma era anche estremamente pericoloso, diventando, infatti, anno dopo anno, teatro di una lunga serie di incidenti drammatici, molti dei quali purtroppo mortali. Su tutti i numerosi eventi che si sono verificati nel corso della sua storia il più celebre è sicuramente quello del 1976, quando la Ferrari di Niki Lauda si schiantò contro una parete rocciosa al margine del tracciato, con la vettura che prese fuoco.
L’incidente di Lauda segnò un punto di non ritorno. A causa dei rischi ormai ritenuti inaccettabili, si decise di abbandonare definitivamente il Nordschleife come sede di Gran Premi di Formula 1. La sicurezza dei piloti era diventata una priorità assoluta, e quel tracciato, per quanto affascinante, non era più compatibile con le esigenze di uno sport in continua evoluzione.
Tornare sul Nordschleife:
Negli anni però si è discusso più e più volte circa la possibilità di tornare a disputare un Gran Premio di Formula 1 su questo tracciato, tanto estremo quanto amato. Tuttavia ogni ipotesi è sempre stata respinta con decisione, sia per motivi di sicurezza che per la complessità logistica del circuito.
L’ultimo a esprimersi in modo deciso è stato Max Verstappen, che ha recentemente avuto modo di percorrere questo tracciato.

A metà maggio scorso infatti il quattro volte iridato ha svolto un test segreto a bordo della Ferrari 296 GT3, ma, intervistato da Formule1, ha spiegato che le condizioni attuali delle monoposto di F1 rendono il ritorno di un’edizione sul tracciato tedesco.
“Temo che, con le attuali monoposto di Formula 1, questo non sarà più possibile. Con una GT3 la velocità è più contenuta e resta fattibile. Ogni tanto mi capita di rivedere filmati d’epoca, con le vetture di F1 sul Nordschleife, ed è evidente quanto fosse diverso. Una cosa è certa: la Formula 1 non tornerà mai più lì. È diventato troppo pericoloso”.
Parole che certificano il cambiamento avuto dalla Formula 1 con il corso dei decenni, dove la sicurezza è diventata la priorità assoluta. Il rischio non è più accettabile, anche per un pilota audace e tecnico come Verstappen.
Spa, Imola, Interlagos, il calendario ideale:
L’intervento di Verstappen non si è limitato al Nordschleife. Il campione olandese ha colto l’occasione per esprimere anche un punto di vista più ampio sull’attuale configurazione del calendario mondiale di Formula 1, sottolineando l’importanza di valorizzare circuiti storici e culturalmente radicati nel motorsport.
Tra i circuiti citati, non poteva mancare quello di Imola, dove negli anni il campione olandese ha collezionato numerosi successi.

“L’auspicio è che nei Paesi recentemente entrati in calendario si sviluppi una vera cultura del motorsport. Ma, se fosse per me, il calendario avrebbe un’impostazione diversa, probabilmente con meno gare. Ci sono circuiti che, a mio parere, meritano uno status speciale e che dovrebbero far parte del calendario ogni anno, per il loro valore sportivo. Penso a Spa-Francorchamps, Zandvoort, Silverstone, Imola, Suzuka e Interlagos“.
Il Nordschleife rimane un monumento della storia del motorsport, un circuito che ha segnato generazioni di piloti e tifosi. Ma oggi, nel mondo della Formula 1 moderna, fatta di velocità estreme, sicurezza avanzata e regolamenti stringenti, quel luogo appartiene al passato. Affascinante, glorioso, leggendario… ma ormai irrimediabilmente fuori dal tempo.

