Yuki Tsunoda alla guida della RB21

Red Bull, ci risiamo: Tsunoda in bilico per il 2026. Il futuro è un’incognita

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La seconda guida Red Bull continua a essere un rebus irrisolto.

Dopo Albon, Gasly, Perez e Lawson, ora anche Yuki Tsunoda rischia seriamente di finire nella lista dei “bruciati” da Milton Keynes. Con soli 7 punti conquistati in otto Gran Premi, il giapponese non sta convincendo la dirigenza e si trova in una posizione sempre più precaria in ottica 2026.

La seconda guida Red Bull continua a essere un rebus irrisolto.

Secondo quanto riportato dalla BBC, le possibilità che Tsunoda mantenga il sedile anche per la prossima stagione sono ormai ridotte al lumicino, “a meno di un grande salto in avanti in termini di prestazioni”. Il #22, alla sua quinta stagione nel sistema Red Bull, sembra vittima della stessa dinamica già vista con altri compagni di squadra di Verstappen: aspettative altissime, margine di errore minimo e pressione crescente che, spesso, finisce per logorare anche i talenti più promettenti.

Un destino già scritto?

La storia insegna che Red Bull tende a procrastinare le decisioni quando si tratta di piloti in bilico. È successo con Albon, è successo con Perez, ed è ora il turno di Tsunoda. Il problema? Così facendo, il pilota rischia di rimanere senza alternative concrete per il 2026. Le porte di Racing Bulls potrebbero teoricamente restare aperte, ma il team satellite sta puntando forte su Arvid Lindblad, giovane promessa del vivaio Red Bull. Un’altra opzione potrebbe essere un ruolo da terzo pilota in Aston Martin, considerando i forti legami tra Honda e la scuderia britannica, ma si tratterebbe comunque di un passo indietro.

La seconda guida Red Bull continua a essere un rebus irrisolto.

Hadjar in rampa di lancio

Se il destino di Tsunoda sembra segnato, il nome più caldo per la successione è quello di Isack Hadjar, che ha già ricevuto parole di stima da parte di Helmut Marko nelle ultime settimane. Il francese sta crescendo rapidamente ed è considerato il profilo ideale per affiancare Verstappen nel 2026, anche se la Red Bull ha imparato a sue spese quanto possa essere difficile trovare un pilota in grado di reggere il confronto diretto con l’olandese.

Red Bull: una sola arma

Il vero nodo, però, resta la gestione del secondo sedile. Da anni ormai la squadra campione del mondo si affida quasi esclusivamente al talento straripante di Max Verstappen, con tutti i limiti strategici che questo comporta. La mancanza di una seconda guida solida rende la vita più difficile anche a livello tattico, specialmente in gare complesse o campionati tirati. Un tema che, prima o poi, la dirigenza Red Bull dovrà affrontare in modo più strutturale.

La seconda guida Red Bull continua a essere un rebus irrisolto.

Nel frattempo, Tsunoda dovrà tentare l’impresa: convincere in pista, ribaltare il pronostico e salvare un sedile sempre più incerto. Ma il tempo stringe, e la lista degli “esclusi eccellenti” firmata Red Bull rischia di allungarsi ancora.


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