McLaren arriva al Gran Premio di Silverstone forte di una vettura che si lega perfettamente al tracciato inglese, ma occhio alle temperature e alle possibilità di pioggia che potrebbero scombinare le forze in campo.
McLaren ha fatto piazza pulita dei rivali al Gran Premio d’Austria grazie ad un ritrovato Lando Norris che ha sbaragliato la concorrenza dalle FP2 in poi (ricordiamo che nelle FP1 al suo posto ha corso Alex Dunne). Ora si passa a Silverstone, teatro storico della F1 sin dal 1950 e dove la scuderia di Woking avrà in mano un’altra concreta possibilità di chiudere il nono doppio podio stagionale
C’è comunque da fare attenzione alle temperature, grande interrogativo del tracciato inglese, che si prevedono attorno ai 20 gradi per la gara di domenica con concrete possibilità di pioggia, scombinando tutte le forze in campo.
Il tracciato: curve veloci nell’ex aeroporto della RAF
Inaugurato ufficialmente nel 1947, sfruttando le piste utilizzate dai velivoli militari della Royal Air Force nella Seconda Guerra Mondiale, il tracciato di Silverstone ha fin da subito fatto breccia nel cuore degli appassionati, mantenendo negli anni uno status di altissimo livello nel Circus.
Lungo 5891 metri e snodato su 18 curve, la pista inglese è caratterizzata da una grande varietà di curve veloci e continui cambi di direzione come la spettacolare sezione di Maggots e Becketts. Inoltre rende onore anche ai grandi campioni che hanno solcato l’asfalto di Silverstone, tra cui Hamilton a cui è stato dedicato il rettilineo del traguardo.

La gestione delle gomme sarà un tema fondamentale questo weekend dato l’altissimo stress a cui gli pneumatici saranno sottoposti lungo tutta la gara, mentre l’abrasività dello stesso asfalto è abbastanza bassa (Classe 2 secondo i dati Pirelli).
Gli impianti frenanti saranno la parte meno sollecitata in questo weekend data la grande quantità di curve veloci in cui serve poca decelerazione, come testimoniato dai dati di Brembo che ha classificato la pista inglese al livello 1 su 5 in termini di difficoltà in staccata. Attenzione però a Curva 3 (Village), dove i piloti dovranno rallentare dai 295 Km/h di ingresso fino ai 130 Km/h di velocità minima di percorrenza, il tutto in 115 metri e 2,33 secondi.

Durante la frenata si arriveranno a toccare punte di 4,5G di decelerazione massima, valore inferiore solo ai 4,7G di Curva 16, mentre il carico sul pedale del freno arriva a richiedere 152 Kg di pressione.
I favoriti: McLaren potrebbe aprire ancora un abisso
Inevitabile posizionare McLaren al primo posto tra le scuderie favorite alla conquista del Gran Premio di Silverstone grazie al suo strapotere nelle curve in appoggio, caratteristica principale della pista inglese. In condizioni normali di gara non dovrebbero avere problemi a dettare il ritmo durante tutti i 52 giri, aprendo ad una concreta possibilità di portarsi a casa l’ennesima doppietta stagionale.

Red Bull viene da un’edizione 2024 in cui ha sfiorato la vittoria per solo un secondo e mezzo con Verstappen, in rimonta su Hamilton nelle fasi finali di gara grazie ad una strategia aggressiva nel crossover tra gomme intermedie e slick. La RB21 si adatta bene alla pista del Northamptonshire, per cui potrebbe essere la prima delle “umane” a lottare per il podio.
Mercedes ha dalla sua parte le temperature previste, mediamente basse rispetto al periodo di grande caldo che il Regno Unito sta vivendo in questo momento. I 20 gradi previsti potrebbero far balzare in alto le Frecce d’Argento come visto in Canada, per cui non escludiamo una lotta serrata con Red Bull in condizioni normali di gara. Ferrari deve cercare di massimizzare le prestazioni con il nuovo fondo che sembra aver dato più stabilità alla SF-25, ma le caratteristiche di Silverstone non sono tra le migliori per la vettura di Maranello, che abbiamo visto avere difficoltà nell’adattamento a piste con continui cambi di direzione.
In ottica ali posteriori, sembra che tutti i Top 4 abbiano optato per ali da medio-alto carico, con Ferrari e McLaren che hanno deciso di portare le loro specifiche a V nel main plain, mentre Red Bull punta tutto nella sua classica ala “a cucchiaio” nel piano principale, tenendo una corda del DRS leggermente ridotta rispetto ai rivali.

Gli aggiornamenti di McLaren in Austria hanno sferrato il colpo decisivo
Le alte temperature viste al Gran Premio d’Austria non hanno messo in difficoltà McLaren nemmeno per un istante, confermando ancora quanto la scuderia di Woking abbia lavorato senza sosta nella gestione delle gomme per ottenere il minor degrado termico possibile.
Oltre ad una nuova specifica dell’ala anteriore, che presenta dei generatori di vortici nel punto di collegamento tra i flap e l’endplate per migliorare l’outwash e le turbolenze con le ruote anteriori, la squadra capitanata da Andrea Stella ha portato un nuovo disegno ai braccetti delle sospensioni sia anteriori che posteriori.
I nuovi disegni hanno portato un minore impatto aerodinamico, aumentando così l’efficienza in tutte le fasi di gara e aiutando la MCL39 anche nella gestione del degrado termico degli pneumatici.


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