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Il giorno che Nico aspettava da 15 anni. Hulkenberg, dopo 239 GP, conquista il primo podio in carriera!

Dopo 14 anni, 239 Gran Premi e infinite occasioni sfuggite per un soffio, Nico Hulkenberg conquista finalmente il suo primo podio. A Silverstone, partendo dalla 19ª posizione e sfidando pioggia e tensione, corona un sogno lungo una carriera intera.

Tra uno scroscio di pioggia improvvisa e un’uscita di pista spettacolare, il Gran Premio Gran Bretagna ha regalato – ancora una volta – uno spettacolo ricco di colpi di scena, tensione e imprevedibilità. In una domenica dove le McLaren consolidano la propria leadership nella classifica costruttori e la lotta per il titolo piloti si infiamma sempre di più, è però un altro nome a rubare la scena, guadagnandosi applausi a scena aperta: quello di Nico Hulkenberg, autentico protagonista di giornata.

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Dopo 5593 giorni di permanenza in Formula 1, 239 Gran Premi disputati, e una carriera costellata di occasioni mancate, il pilota tedesco è finalmente riuscito a salire sul podio per la prima volta in carriera. E lo ha fatto proprio sullo storico tracciato di Silverstone, in condizioni climatiche proibitive e al termine di una gara da cardiopalma. Un traguardo che ha il sapore del riscatto, dell’orgoglio e della perseveranza.

Partenza dalla 19° posizione:

E pensare che la gara di “The Hulk” era iniziata tutta in salita. Partito dalla diciannovesima posizione dopo una qualifica decisamente sottotono, Hulkenberg non partiva certo tra i favoriti per un piazzamento in zona punti, figuriamoci per il podio. Ma proprio nelle difficoltà è emerso lo spirito combattivo del tedesco, che ha saputo approfittare delle condizioni variabili e dell’instabilità climatica per costruire, giro dopo giro, una rimonta straordinaria.

Rispetto agli ultimi weekend in cui siamo stati competitivi, questo circuito ha evidenziato alcuni dei nostri limiti. Il tracciato non è adatto a noi come altri. Speriamo che domani le condizioni variabili ci diano l’opportunità di reagire“, aveva spiegato alla vigilia della gara.

L’emozione del podio:

“Ci abbiamo sempre creduto, sapevo che dentro di noi c’era qualcosa di speciale. È passato tanto tempo, ma sentivo che prima o poi sarebbe successo” ha raccontato un emozionatissimo Nico subito dopo la bandiera scacchi. Parole che raccontano della consapevolezza di questo pilota: la fatica, la delusione accumulata negli anni, ma anche la tenacia di chi non si è mai arreso.

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“È una sensazione surreale. Non riesco neppure a spiegare come abbiamo fatto tutto questo. È stata una gara folle, con condizioni al limite. La verità è che siamo riusciti a fare sempre la scelta giusta, sia sulle gomme che nei momenti chiave. Questo ha fatto la differenza”.

“Fino all’ultimo pit stop non volevo crederci, mi sembrava troppo bello. Poi ho capito che avevamo margine su Lewis, almeno per un giro. Ma quando ho visto che stava rimontando veloce, la tensione è salita. Non abbiamo commesso errori, e questo è ciò che conta di più”.

Un grande successo:

Un successo che non riguarda solamente il classe 1987 ma anche il suo team, Kick Sauber. Era infatti il 7 ottobre 2012 quando Kamui Kobayashi regalava alla Sauber un podio memorabile con il terzo posto nel GP del Giappone. Da allora in poi, la strada è sempre stata in salita.

Dopo 14 anni e 239 GP, Nico Hulkenberg conquista a Silverstone il suo primo podio in Formula 1: giornata da ricordare per lui e per Kick Sauber.

Ora possiamo finalmente dirlo, senza più il bisogno di alcuna precisazione o giustificazione: Nico Hulkenberg è salito sul podio in Formula 1. Dopo 14 anni di attesa, innumerevoli imprevisti e una serie infinita di “quasi”, il momento è arrivato. È un risultato che profuma di rivincita e che ci ricorda quanto il motorsport sappia essere crudele, ma anche incredibilmente generoso con chi non smette mai di provarci.

E a giudicare dall’entusiasmo con cui ha accolto questo traguardo, e dalla forma mostrata in pista, viene spontaneo pensare che questa sia solo la prima di altre sorprese. Perché se è vero che la Formula 1 non aspetta nessuno, è altrettanto vero che ogni tanto premia chi ha avuto la pazienza – e il talento – di aspettare il proprio momento.

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