Dopo oltre vent’anni alla guida della Red Bull Racing, Christian Horner potrebbe uscire di scena con un assegno da capogiro.
Secondo quanto riportato dal Telegraph, l’ex team principal britannico sarebbe destinato a ricevere una liquidazione superiore ai 50 milioni di sterline, con una cifra potenzialmente vicina ai 60 milioni, considerando anche altri introiti legati al suo ruolo.

L’uscita di Horner dalla squadra di Milton Keynes è stata comunicata internamente martedì scorso, mettendo fine ad un’era che ha portato alla conquista di otto titoli Piloti, sei titoli Costruttori e 124 vittorie in gara. A prendere il suo posto come CEO è stato nominato Laurent Mekies, ex team principal del team satellite Racing Bulls.
Il contratto di Horner prevedeva ancora oltre cinque anni di validità, e il suo stipendio – stimato in quasi 9 milioni di sterline nel 2023 – lo rendeva uno dei dirigenti più pagati della Red Bull Technology. Essendo uno dei tre stipendi più elevati dell’organizzazione, il suo compenso era escluso dal cost cap, ma resta da chiarire se la buonuscita rientrerà nei parametri regolamentari della FIA, dato che l’esenzione per le “Termination Benefits” è valida solo fino al 2022.
Oltre alla gestione tecnica e sportiva del team, Horner ha avuto un ruolo cruciale nelle trattative commerciali. Si ritiene infatti che abbia avuto un’influenza diretta anche nell’arrivo di sponsor come Visa e Cash App sulla livrea della Racing Bulls.

Quale futuro per Horner?
Il licenziamento di Horner apre ora scenari interessanti sul suo futuro in Formula 1. In passato, Ferrari aveva tentato un approccio dopo l’addio di Mattia Binotto nel 2022, senza successo. Ma con Fred Vasseur che sta trattando il rinnovo, le porte di Maranello sembrano chiuse. Alpine, attualmente in piena ristrutturazione e ora sotto la supervisione di Flavio Briatore, potrebbe rappresentare una destinazione plausibile, data la relazione positiva tra Horner e l’imprenditore italiano. Un’altra ipotesi porterebbe ad Aston Martin, anche se la recente nomina di Andy Cowell come team principal sembra chiudere temporaneamente quella porta.
Una caduta annunciata?
Nonostante due inchieste lo abbiano scagionato da accuse mosse all’inizio del 2024 da una dipendente, lo scandalo ha lasciato il segno, logorando i suoi rapporti interni. Anche il legame con Max Verstappen si sarebbe progressivamente deteriorato: secondo alcuni, la permanenza del campione olandese in Red Bull potrebbe essere più probabile proprio ora, con un nuovo management al timone.

Infine, un possibile fattore determinante potrebbe risiedere nei recenti cambiamenti nella proprietà del gruppo Red Bull. Due per cento delle quote, precedentemente controllate dal co-fondatore Chalerm Yoovidhya, sono state trasferite a Fides Trustees SA, una mossa che potrebbe aver alterato gli equilibri di potere all’interno dell’azienda. Yoovidhya era ritenuto uno dei principali sostenitori di Horner, ma pare che anche questo supporto sia venuto meno nelle ultime settimane.
Qualunque sia la verità dietro questa separazione, una cosa è certa: Red Bull dovrà pagare a caro prezzo l’addio del suo storico team principal.
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