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L’analisi di Herbert: “I Verstappen volevano allontanare Horner. Il suo addio è stato inevitabile”

Le tensioni interne, il caso legato alla dipendente e le pressioni della famiglia Verstappen hanno reso inevitabile la separazione tra Horner e Red Bull: l’analisi di Herbert.

L’addio di Horner dalla Red Bull ha scosso il mondo della Formula 1. Con questa inaspettata partenza, si sono aperti numerosi interrogativi circa il futuro del team e, in modo particolare, del suo pilota di punta, Max Verstappen. Tra i molti che in questi giorni stanno commentando quanto successo c’è anche Johnny Herbert, ex commissario della FIA ed ex pilota.

“Non una sorpresa”:

Se il circus della Formula 1 si è trovato scosso da questa notizia, proprio come afferma Herbert a racingnews365, nell’ultimo periodo c’erano diversi segnali che facevano prevedere questa separazione tra Red Bull ed Horner, dopo più di vent’anni di collaborazione. Il clima di tensione che si respirava da mesi all’interno del team è uno dei fattori chiave.

Non mi sorprende che Christian Horner sia stato licenziato. Con tutto quello che è successo quando è stata diffusa la notizia iniziale legata all’indagine interna alla Red Bull che ha portato alla dipartita di Adrian Newey era inevitabile che a un certo punto ci fosse bisogno di un cambiamento. Ci è voluto un po’ di tempo, ma penso che questa decisione sia la strada giusta da seguire per la Red Bull.

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L’ex pilota britannico fa anche riferimento allo scandalo che ha fatto il giro del mondo durante la pausa invernale dello scorso anno, quando Horner era stato accusato di comportamento inappropriato da parte di una dipendente.

So che Ford non era contenta quando lo ‘scandalo’ è uscito allo scoperto, ora Christian si è trovato in una posizione intollerabile all’interno dell’azienda. Le cose sono cambiate rapidamente”.

Il ruolo dei Verstappen:

Non solo il caso con la dipendente ed il clima generale. Uno dei fattori che potrebbe aver portato all’addio di Horner riguarda l’insoddisfazione di Max Verstappen. Il campione olandese infatti da circa un anno e mezzo si è trovato senza la monoposto più competitiva in griglia ed a dover inseguire gli avversari, McLaren su tutti.

Herbert definisce l'addio tra Horner e Red Bull come inevitabile dopo mesi di tensioni interne, lo scandalo e l'influenza crescente dei Verstappen.

Inoltre è risaputo che il rapporto tra il padre di Max, Jos, ed il team principal non sia mai stato idilliaco, con l’olandese che l’ha criticato a più riprese. E, soprattutto, non ha mai cercato di difenderlo quando è emerso lo scandalo con la dipendente.

So che Jos Verstappen voleva che Christian fosse allontanato dal team, e ora è successo. Potrebbe bastare per Max Verstappen per rimanere alla Red Bull? Ora la famiglia Verstappen ha ottenuto tutto ciò che voleva, ma non sono così sicuro che sia sufficiente. C’è ancora molto lavoro da fare alla Red Bull, potrebbero volerci circa quattro anni per riportare tutto in posizione e far sì che la squadra torni a vincere le gare”.

Max-Mercedes, si fa?:

Con l’addio del team principal, in molti ora si domandano cosa ci sarà nel futuro del campione olandese. Nei giorni scorsi non si è parlato d’altro che di una possibile trattativa tra Verstappen e Mercedes ed anche per Herbert questa trattativa sembra potersi concretizzare.

“Le voci su un possibile trasferimento di Max alla Mercedes nella prossima stagione sono molto insistenti, sembra proprio che la Mercedes sia il posto in cui finirà e penso che questo sia un altro segno del declino della Red Bull. Questa decisione è stata uno shock per molte persone in Formula 1, ma penso che sia stata la decisione giusta da prendere. Quello che è successo in passato sarebbe stato comunque un problema per la Red Bull”.

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L’uscita di Christian Horner segna la fine di un’era per la Red Bull e apre uno dei momenti più delicati nella storia recente del team. L’equilibrio interno appare compromesso, la leadership è in fase di ricostruzione e, soprattutto, il futuro di Max Verstappen — cuore pulsante del progetto sportivo — è tutt’altro che scontato.

Se davvero l’olandese dovesse approdare in Mercedes, come molti ormai ipotizzano, non sarebbe solo un colpo di scena clamoroso per la Formula 1, ma anche l’ulteriore conferma di una Red Bull in piena fase di transizione, con il rischio concreto di un ridimensionamento tecnico e sportivo.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa scossa rappresenterà l’inizio di un nuovo ciclo vincente o l’inizio della fine di un dominio che, per qualche anno, sembrava inarrestabile.

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