image 486

Gené fa il punto a metà stagione. Hamilton cresce, ma Ferrari è ancora lontana dal titolo: “Sta guidando bene ma la vettura…”

Ancora in fase di adattamento, Hamilton sta migliorando, ma la vera incognita resta la macchina: il bilancio di metà stagione secondo Marc Gené, con uno sguardo già rivolto al 2026.

Marc Gené è una delle persone che conosce meglio la Ferrari e l’ambiente che la circonda. Sta accanto ai piloti, si confronta con gli ingegneri e con gli anni è diventato un membro essenziale all’interno della storica Scuderia.

Approfittando del lancio di F1: The Movie, il pilota spagnolo ha rilasciato un’intervista al giornale spagnolo Diario Sport, analizzando il rendimento della Rossa, le prospettive per la seconda parte di campionato ed l’andamento dei due piloti, con un occhio di riguardo alla situazione di Hamilton, difendendolo dalle numerose critiche.

La sfida mondiale:

Per la Ferrari, questa stagione si sta rivelando al di sotto delle aspettative. La vettura non è agli alti livelli della McLaren di Andrea Stella e ci sono ancora alcune criticità da migliorare. Difatti Gené ha spiegato che, dal suo punto di vista, il titolo mondiale sarà un affare tutto Papaya, con Norris e Piastri a contendersi il primo titolo mondiale della loro carriera.

Tra fiducia per il futuro e incertezze tecniche, Marc Gené guarda al 2026 come anno chiave per la competitività della Ferrari.

Spero che la lotta tra Lando Norris e Oscar Piastri continui fino alla fine della stagione, perché credo che saranno loro due a contendersi il titolo mondiale“.

E quali sono le prospettive per il resto della stagione per il Cavallino?

“Noi come Ferrari, invece, siamo più che altro in bagarre con Mercedes e Red Bull e stiamo cercando di assicurarci la possibilità di chiudere al secondo posto in classifica Costruttori, che è un risultato importante. In ogni caso, vogliamo anche fare bene come squadra, così come stiamo facendo al momento. I nostri piloti stanno dando tutto”.

Le difficoltà di Hamilton:

Durante il corso dell’intervista, il cinquantunenne si è poi soffermato sull’andamento di questa prima stagione di Lewis Hamilton in Rosso. Nonostante l’entusiasmo iniziale, ora stanno arrivando le prime critiche e dubbi circa l’approdo del sette volte iridato a Maranello, con più di qualche perplessità.

Gené ha sottolineato quanto questo cambiamento sia stato radicale e che richieda tempo per adattarsi ad un ambiente tutto nuovo.

image 487

È stato un cambiamento molto grande, e non soltanto per lui ma anche per tutti i piloti che hanno cambiato squadra, che hanno avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarsi alla nuova macchina. Particolarmente notevole è il caso di piloti che sono stati con una squadra per tanti anni, come Lewis che ha passato 12 stagioni con la Mercedes prima di andarsene. È un cambiamento difficile, anche se in Austria ha corso la sua migliore gara se escludiamo la Sprint Race che ha vinto in Cina”.

Una vettura competitiva:

L’ambassador della Ferrari ha poi messo in risalto le prestazioni di Hamilton, riconoscendo i progressi del pilota britannico nell’adattarsi alla vettura e ai metodi di lavoro del team.

Inoltre ha sottolineato come nel 2026, con un anno di esperienza alle spalle, questo processo di adattamento non sarà più un ostacolo.

image 485

Tuttavia, avverte anche che il vero nodo resta la competitività della monoposto: al momento infatti è complicato prevedere con certezza se la Ferrari sarà in grado di fornire ai suoi piloti una macchina all’altezza della lotta per il titolo, soprattutto in vista del nuovo regolamento tecnico del prossimo anno.

La verità è che ha guidato bene e ho la sensazione che si stia adattando sempre meglio alla macchina. E poi il prossimo anno tutto questo processo di doversi abituare alla macchina e alla squadra e al metodo di lavoro per lui nuovo, non ci sarà più. Resta da vedere se come Ferrari potremo dare a Hamilton una macchina competitiva, perché non conta quanto fiduciosi possiamo essere in vista del 2026 visto che non possiamo saperlo per davvero”.

Marc Gené, con la sua esperienza, offre quindi uno sguardo realistico ma costruttivo sul futuro della Ferrari e sul percorso di adattamento di Hamilton, ricordando che ogni grande cambiamento richiede tempo e fiducia reciproca. Vedremo un’altra Ferrari durante la seconda metà di stagione? Ci saranno importanti cambiamenti? Le prossime gare ci daranno alcune risposte, che i tifosi scalpitano ad avere.

Rispondi