Il Cavallino conquista Barcellona e accorcia sul mondiale. Tra aggiornamenti efficienti, strategia e un Hamilton ritrovato, la Ferrari può puntare al mondiale?
La Ferrari conquista la sua prima vittoria stagionale a Barcellona, mostrando un passo competitivo ed un’efficace gestione del degrado. Con queste prospettive, a Maranello si può sognare una sfida mondiale?
Il Cavallino arrivava a Barcellona dopo un weekend monegasco altalenante. Il Gran Premio di Monaco si era concluso al di sotto delle aspettative, tra il ritiro di Leclerc e un post-gara segnato dalle critiche per i problemi ai freni sollevati dal team.
Le novità tecniche convincono
Barcellona sembra ora aver rimescolato le carte.
La Ferrari si è presentata sul circuito catalano con un importante pacchetto di aggiornamenti. Le novità hanno riguardato l’ala anteriore, il deviatore di flusso, un fondo rivisto, le pance e il sistema dello scarico parziale. Piccole modifiche, che hanno avuto un impatto decisivo nella ricerca di quel carico aerodinamico che a Maranello sembrava difficile da trovare.

In attesa di conferme circa l’ADUO, la Rossa ha quindi puntato sul produrre carico in modo efficiente. Inoltre, questo importante pacchetto, arrivato al settimo round della stagione, conferma la tempestività del lavoro svolto a Maranello e in pista. Se negli anni la Ferrari è stata spesso criticata per la sua lentezza nell’apportare novità, preferendo concentrarsi su un determinato Gran Premio, se non addirittura sulla stagione successiva, oggi il quadro appare diverso.
Gli sviluppi arrivano con maggior efficienza: undici aggiornamenti apportati a Miami a inizio maggio e un micro pacchetto, con interventi mirati ad aumentare downforce a Monaco, prima di quello principale di Barcellona. Resta da capire se le evoluzioni apportate in Spagna saranno funzionali anche per il resto della stagione, in attesa di novità circa la potenza del motore.
Hamilton ritrova fiducia
Dietro a queste novità c’è anche il lavoro dei piloti e le loro indicazioni, in modo particolare quelle di Lewis Hamilton.
Da quando il britannico è approdato a Maranello, il suo adattamento al nuovo ambiente è stato accompagnato da numerosi dubbi e critiche. Le difficoltà nel trovare il giusto feeling con la monoposto hanno più volte condizionato le sue prestazioni, tanto in qualifica quanto in gara. Nelle ultime gare il sette volte iridato sembra essere più a suo agio, capace non solo di sfruttare il potenziale della vettura ma anche di fornire maggiori indicazioni al team.

Un feeling che gli ha permesso di risalire sul gradino più alto del podio. Di giorni per rompere quel digiuno così lungo, che per un sette volte iridato sembra infinito, ne sono passati 686 (28 luglio 2024). Era infatti dal Gran Premio del Belgio del 2024 che Hamilton non conquistava una vittoria, a dimostrazione che i segnali di crescita ci sono e sono positivi.
L’azzardo strategico
Barcellona ha offerto dati significativi.
Uno degli aspetti più incoraggianti emersi riguarda la gestione della gara: Ferrari ha saputo leggere meglio degli avversari l’evoluzione delle condizioni, segnate da temperature elevate, e delle gomme, sapendo massimizzare e sfruttare l’occasione fornita dalla Virtual Safety Car a seguito del ritiro di Alonso. La Rossa ha costruito così una gara non soltanto di performance, grazie alle novità tecniche apportate, ma anche di scelte strategiche, azzardando una scelta gomme diversa rispetto agli avversari; un aspetto che negli ultimi anni è stato spesso al centro di critiche.

Probabilmente è ancora presto per parlare di sfida mondiale. La Mercedes rimane il riferimento per il giro secco, ma gli aggiornamenti della SF-26 hanno ridotto il divario in gara, che ora appare meno netto rispetto all’inizio della stagione. Antonelli, nonostante lo zero, conserva ancora 41 punti di vantaggio rispetto al primo inseguitore in classifica generale, Hamilton, e con ancora 15 gare da disputare il mondiale rimane aperto.
Obiettivo continuità
Tradizionalmente Barcellona è una pista significativa, considerata uno dei migliori indicatori dei valori in campo per il resto della stagione. Spesso sono infatti le vetture più bilanciate, capaci di affrontare sia curve ad alta che a bassa velocità, a emergere su questo tracciato e nel resto della stagione poiché il tracciato catalano racchiude molte delle caratteristiche presenti nella maggior parte dei tracciati del mondiale.
Tuttavia, il vero banco di prova sarà la continuità. Negli ultimi anni la Ferrari ha spesso alternato weekend convincenti a prestazioni più opache. Per trasformare la vittoria catalana in un punto di svolta per la stagione, servirà dimostrare questi progressi anche su circuiti con caratteristiche differenti e le prossime tappe europee sembrano l’occasione giusta. E servirà confermare i miglioramenti con entrambe le monoposto.

Questa Ferrari potrà davvero essere in lotta per il titolo? Barcellona è stato solo il settimo appuntamento di questa lunga stagione; gli aggiornamenti attesi sono ancora numerosi, così come i colpi di scena e le novità riguardanti l’ADUO, che a Maranello attendono impazientemente.
La Mercedes sembra ancora avere più competitività, ma gli sviluppi apportati sulla SF-26 sembrano aver ricucito il gap. La sfida sembra più aperta che mai, ma a decretare chi riuscirà a conquistare il mondiale sarà solo la pista. Nel frattempo però i Tifosi non vogliono smettere di crederci.
La Ferrari, per la sua storia e per l’affetto dei suoi fan, ha il dovere e il diritto di credere in questa sfida.

