Solberg WRC Estonia

WRC | Il Post-Rally – Estonia: la favola di Oliver Solberg

In un rally che entrerà nella storia del WRC, Oliver Solberg conquista un’insperata prima vittoria in classe regina. Ott Tänak, invece, mette la freccia e passa Elfyn Evans.

Per parafrasare l’intro di un vecchio programma TV sulle auto, Oliver Solberg vince, Ott Tänak fa un sorpasso e Nikolay Gryazin il botto. Questo e altro nel nostro post rally (un po’ in ritardo) dedicato al Rally di Estonia.

WRC

È una storia a lieto fine quella di Oliver Solberg, che al ritorno su una Rally1 dopo due anni e mezzo dall’ultima, disastrosa volta, sbaraglia tutti e vince il suo primo rally in classe regina. Lo svedese ha riscattato quel brutto 2022 che sembrava aver messo la parola fine alle sue speranze nel gotha del mondiale rally. Ed invece, come nelle migliori favole, Oliver ha sconfitto i fantasmi del passato e si è preso di forza una vittoria che nessuno mai avrebbe predetto.

Solberg WRC Estonia

È partito a bomba il venerdì mattina e non ha più smesso di martellare come un forsennato, nemmeno sotto la pioggia che rischiava di rovinargli la festa. Solberg ha vinto 9 speciali su 20, con una velocità da far girare la testa anche alle stelle del WRC come Ott Tänak e Kalle Rovanperä, incapaci di tenere il passo un ragazzo che ha saputo e voluto a tutti i costi sfruttare al meglio l’occasione della vita che Toyota gli ha concesso. Questo rally potrebbe essere una sliding door clamorosa per la sua carriera.

Spostandoci su Tänak, l’estone manca l’appuntamento con la vittoria di casa solo per colpa di un Solberg alieno, ma fa tutto benissimo e si piazza 2° riuscendo nel sorpasso in classifica generale ai danni di Elfyn Evans, ora dietro di un punto. Ott conferma il suo buonissimo momento di forma e torna a casa comunque soddisfatto e con la consapevolezza che ora non deve più inseguire, ma è lui a stare davanti a tutti. Vero, dovrà pulire la strada in Finlandia, ma dal punto di vista psicologico può essere un vantaggio per il resto delle gare, così come una mazzata rifilata al povero Elfyn.

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Proprio su Evans vale la pena soffermarsi. Il britannico ha perso la leadership del campionato, che aveva da Monte-Carlo, dopo un inizio da urlo e una primavera/estate che non sono state proprio materiale da campioni (6º in Estonia). Si potrebbe dire che ha avuto l’arduo compito di aprire la strada dalla Svezia in poi, ma non può essere una scusa. Altri piloti hanno vinto il mondiale aprendo la strada, quindi è un alibi ma a metà. La verità è che le prestazioni sono inevitabilmente calate e bisogna risolvere al più presto. Il prossimo weekend può giocarsi il jolly di non aprire la strada, proprio in Finlandia dove è spesso andato fortissimo.

Sorvoliamo su Thierry Neuville, che su una Hyundai che è andata molto bene con tutti e tre i piloti non si può certo dire che abbia fatto una performance stellare. Anzi, da un campione del mondo ci si aspetterebbe proprio risultati del genere, e quindi senza infami e senza lode pur essendo salito sul podio.

Ha deluso invece Kalle Rovanperä, forse il favorito alla vigilia, visto le prestazioni degli scorsi anni e il fatto che, a detta sua, quello dell’Estonia è il suo rally preferito. Il finlandese però ha chiuso solo 4º a quasi un minuto da Solberg alla prima sulla Yaris Rally1. Non una bella figura, quella di Kalle, che sicuramente può e deve fare di più. Con le Hankook non si trova, ma i campioni devono guidare sopra i problemi, non subirli. In classifica generale non è troppo distante, quindi nulla è scritto. Serve però cambiare registro, perché così non va.

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5º un buon Adrien Fourmaux che sfrutta il passo delle Hyundai per terminare in Top 5, mentre 7º un Sami Pajari che, in un rally a lui teoricamente molto congeniale, è stato preso a mazzate da Solberg. Lo svedese è stato suo rivale in WRC-2 l’anno scorso, e rappresentava un bel benchmark con cui misurarsi. Ma Sami non è stato al passo di Oliver e questo deve far riflettere e non poco.

Chiude il trio delle M-Sport, con Mārtinš Sesks, Josh McErlean e Grégoire Munster mai in grado di impensierire gli altri. Delusione soprattutto per Sesks, che avrebbe potuto fare meglio su fondi di questo genere e invece è quasi stato un fantasma. Peccato per il ritiro invece di Takamoto Katsuta, che era 6º prima dell’ultima prova. Performance come sempre sufficiente, ma siamo sempre lì.

WRC-2

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In un WRC-2 scarno di piloti top, è stato il locale Robert Virves a primeggiare, portandosi a casa la prima vittoria nel WRC-2 in carriera, davanti ad un altro estone, Georg Linnamäe. Una bella battaglia tra i due connazionali che ha visto Robert prendere la testa della corsa e poi amministrare un Linnamäe che ha cercato in tutti i modi di ricucire il gap senza successo.

Roope Korhonen a completare il podio. Da segnalare il 5º posto del campione Junior WRC dell’anno scorso Romet Jürgenson.

Altro non c’è, visto che la categoria è stata molto nell’ombra questo weekend.

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