L’unica certezza del calendario 2026 dell’ERC è la volontà del Promoter di dividere i round in modo da avere lo stesso numero di rally corsi sia su asfalto che su sterrato. Il ritorno del “Rally Serras de Fafé e Felgueiras” è a un passo e i nodi italiani e polacchi ancora aperti.
Dopo due anni in cui le circostanze hanno costretto il Promoter e la FIA a convivere con un calendario sbilanciato verso l’asfalto, dal 2026 l’ERC dovrebbe tornare a proporre una distribuzione più equa: quattro gare su terra e quattro su asfalto. Una scelta che punta a dare maggiore varietà tecnica al campionato continentale, restituendogli quella dimensione di equilibrio che è sempre stata nel suo DNA.
Apertura e conferme
Il nuovo calendario dovrebbe ricalcare l’impostazione attuale: si partirà in Spagna con il Rally Sierra Morena, per poi spostarsi in Europa centrale con l’Hungary Rally, che dopo anni su asfalto mantiene lo sterrato introdotto nel 2024. Da qui in avanti il mosaico è meno definito, ma alcune certezze ci sono: il Royal Rally of Scandinavia, il Barum Czech Rally Zlín – faro della specialità indiscusso – e il Rali Ceredigion in Galles continueranno a far parte del calendario. Fuori la Croazia, ma non per suoi demeriti anzi tutt’altro: il rally croato tornerà nel Mondiale il prossimo anno.
Il Barum dovrebbe restare collocato a metà agosto, nel tradizionale weekend di Ferragosto.

Il grande ritorno di Fafe prevale nuovamente sulle Azzorre
La notizia più significativa riguarda il Rally Serras de Fafe e Felgueiras, escluso dal 2024 dopo le tante polemiche legate agli annullamenti di prove per maltempo. La gara portoghese, amatissima da pubblico e piloti, rientrerà a grande richiesta e sarà collocata, stavolta, ad ottobre come round conclusivo dell’Europeo e non più come gara inaugurale.
Nessuna speranza, invece, di rivedere nell’immediato il Rally delle Azzorre. La classicissima lusitana è sparita inspiegabilmente dai radar dell’ERC al termine della stagione 2022, lasciando tutti con l’amaro in bocca. Al momento, infatti, non risulta esserci più alcun indizio che possa ricondurre ad un reinserimento dei vulcanici sterrati delle Azzorre nell’Europeo.

I nodi da sciogliere: Italia e Polonia
Restano invece i dubbi principali su Italia e Polonia. Entrambi i Paesi avranno una tappa in calendario, ma le sedi sono ancora da definire.
- Se il Rally Italia Sardegna sarà confermato nel WRC, l’Italia resterà nell’Europeo con il Rally di Roma Capitale, su asfalto.
- Se invece ci sarà un ribaltone con Roma promossa nel Mondiale, la Sardegna prenderebbe posto nell’ERC, riportando la terra mediterranea in primo piano.
In Polonia il discorso è simile: se si resterà sul modello 2025, la scelta ricadrà sullo storico Rally Poland con base a Mikołajki, su sterrato. In caso contrario, si tornerà al Rally Silesia attorno a Katowice, su asfalto dopo la parentesi del 2024.
Attesa per l’ufficialità
Il calendario definitivo, comprensivo anche delle gare valide per l’ERC Junior, è atteso per ottobre. Sarà quello il momento in cui si saprà con certezza il destino di Italia e Polonia e si potrà tracciare la vera identità della stagione 2026, che promette di essere tra le più complete ed equilibrate degli ultimi anni.

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