La F1 si prepara ad introdurre, a partire dalla stagione 2026, un meccanismo pensato per sostenere i costruttori di motori che potrebbero trovarsi in ritardo rispetto ai rivali, senza però ricorrere al cosiddetto “Balance of Performance” (BoP) utilizzato in altre categorie automobilistiche.
Secondo quanto spiegato da Nikolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, i nuovi regolamenti prevedono che i produttori di power unit (PU) possano avere accesso a deroghe nello sviluppo dei propri motori qualora questi risultino inferiori del 3% rispetto ai migliori. Si tratta di una norma che consente maggior tempo e opportunità di sviluppo ai costruttori meno competitivi, senza però alterare artificialmente le prestazioni delle vetture in gara.
“È fondamentale chiarire: questo non è Balance of Performance. In Formula 1 non ci sarà mai una vettura che riceve un aumento artificiale di potenza né sarà rallentata aggiungendo peso o riducendo prestazioni”, ha sottolineato Tombazis in un’intervista a Virgilio Motori.

Il BoP, infatti, viene applicato in serie come il FIA World Endurance Championship per livellare direttamente le performance tra team, ma in F1 una soluzione simile sarebbe inappropriata. Al contrario, le nuove regole, chiamate “Additional Development and Upgrade Opportunities” (ADUO), hanno l’obiettivo di permettere ai produttori più indietro di colmare gradualmente il divario, seguendo un modello già sperimentato nel settore aerodinamico dal 2021.
Tombazis ha spiegato come questo approccio sia fondamentale per attrarre nuovi costruttori: “La Formula 1 è come una serie di maratone consecutive: chi parte più veloce nel primo anno mantiene un vantaggio negli anni successivi. Per i nuovi entranti è difficile recuperare senza strumenti che consentano di ridurre il gap, rispettando però i limiti di spesa e regolamentari.”
Il 2026 vedrà l’ingresso di Audi come nuovo produttore di motori, il ritorno di Honda e l’entrata di Ford in collaborazione con il progetto motore di Red Bull. Tombazis prevede che, all’inizio, alcuni di questi costruttori avranno difficoltà a raggiungere il livello dei concorrenti storici, con performance che varieranno sensibilmente durante le prime gare della stagione.

Le regole tecniche definiscono in dettaglio quali produttori potranno beneficiare delle opportunità aggiuntive:
- Durante ciascun campionato dal 2026 al 2030, la FIA monitorerà le prestazioni della parte a combustione interna (ICE) di tutte le PU fornite dai costruttori ai team clienti.
- Per ciascun motore, verrà calcolata una potenza media secondo la metodologia riportata nel documento FIA-F1-DOC-Cxxx.
- Qualsiasi costruttore la cui ICE risulti più del 3% inferiore rispetto alla migliore registrata potrà ottenere le ADUO, con possibilità di implementare aggiornamenti e prolungare l’uso dei banchi prova dei motori.
- Le ADUO saranno concesse una sola volta dopo la quinta gara dell’anno e la FIA potrà revocarle o applicare misure correttive se gli aggiornamenti conferissero un vantaggio ritenuto ingiusto.
In sintesi, l’intento della FIA è garantire sostenibilità e competitività senza ricorrere a interventi artificiali sulle vetture, offrendo ai nuovi e ai team in difficoltà un margine realistico per recuperare terreno in modo regolamentato.
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