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Irvine e la difficoltà Ferrari: “Lewis è arrivato tardi e a Maranello sono troppo isolati. Ma con Verstappen…”

Tra le difficoltà di una Ferrari troppo isolata e l’arrivo tardivo di Hamilton, Eddie Irvine fa emergere la suggestione Verstappen. Il suo approdo potrebbe aprire un nuovo ciclo vincente; proprio come fece Schumacher…

In una stagione particolarmente complicata per la Ferrari, in molti si stanno cimentando nel trovare una spiegazione, una soluzione a questo momento critico. I risultati tardano ad arrivare così come le soddisfazioni e nei giorni scorsi anche l’ex pilota irlandese Eddie Irvine ha voluto tentare di dare una sua interpretazione.

Hamilton, un arrivo troppo tardivo?:

L’irlandese, che con la Rossa ha conquistato quattro successi e nel 1999 il titolo di vice campione del mondo, ha recentemente sottolineato l’arrivo del sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton, a Maranello, all’età di 40 anni sia stato tardivo.

«Il problema con Lewis è che è arrivato un po’ troppo vecchio. Ma ha vinto sette titoli mondiali, quindi c’è sempre un prezzo da pagare», ha dichiarato ai microfoni di Sky F1.

Hamilton arrivato troppo tardi, Ferrari troppo sola: Eddie Irvine punta il dito e lancia l’idea Verstappen che potrebbe aprire un nuovo ciclo.

Il campione britannico fatica ancora a trovare il giusto feeling con la sua SF-25. Ad oggi l’unico successo risale alla Sprint Race della Cina; da quel momento in poi Hamilton non è più salito sul podio né tantomeno ha conquistato una pole position.

Un bilancio amaro, considerando anche i 46 punti di distacco da Charles Leclerc nella classifica piloti.

A Maranello sono troppo isolati:

Ma le difficoltà del team italiano non si limitano a questo. Il classe 1965 ha voluto analizzare anche le importanti differenze tra il Cavallino Rampante e gli altri team che, nella maggior parte dei casi, hanno sede in Gran Bretagna.

“È molto difficile, Ferrari, perché in Italia sono soli. Le squadre britanniche sono tutte circondate da altri team e c’è impollinazione incrociata. È molto diverso, è più difficile stare da soli a Maranello. Questo è tutto. Per la Ferrari è sempre più difficile”, ha sottolineato l’ex pilota.

Hamilton arrivato troppo tardi, Ferrari troppo sola: Eddie Irvine punta il dito e lancia l’idea Verstappen che potrebbe aprire un nuovo ciclo.

“Hanno l’immagine, hanno la storia, hanno tutto tranne che non hanno quell’impollinazione incrociata, e questo è davvero difficile”.

Verstappen come Schumacher?:

Inoltre Irvine si è soffermato sulla situazione e sul futuro di Max Verstappen. Al momento il campione olandese ha un contratto che lo lega a Red Bull fino al 2028 ma con i regolamenti tecnici della prossima stagione e l’ingresso dell’undicesimo team, tutti gli stravolgimenti sono ancora possibili.

L’irlandese è sicuro che il quattro volte iridato potrebbe avere con la Rossa un impatto paragonabile a quello di Michael Schumacher, che, arrivato dalla Benetton, si ritrovò tra le mani una monoposto poco competitiva ed un team che non conquistava un mondiale piloti dal 1979.

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L’arrivo di Schumacher alla corte di Maranello attirò numerosi ingegneri di gran carriera, come Ross Brawn e Rory Byrne, che ebbero un ruolo significativo nel costruire un ciclo vincente che portò a cinque titoli mondiali consecutivi.

“Ai miei tempi, c’era Michael [Schumacher], era considerato di gran lunga il pilota più veloce. Per questo motivo è arrivato Rory Byrne, è arrivato Ross [Brawn] e l’intera squadra è stata costruita attorno al fatto che Michael era un altro mondo. Un po’ come lo è Verstappen adesso, se Verstappen andasse da qualche parte, potrebbe portare un sacco di gente. Senza l’intero sistema insieme, tutti sono allo stesso livello. È dura, la Formula 1“.

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“Michael ha rinunciato a molto, come Michael probabilmente ha rinunciato a due, tre, forse anche più campionati del mondo per lasciare la Benetton per andare [alla Ferrari]”, ha poi evidenziato.

Infine, ha confessato il proprio desiderio: «Mi piacerebbe vedere Verstappen in Ferrari. È il pilota più forte della sua epoca, proprio come lo era Michael. Potrebbe cambiare tutto».

In un momento in cui la Ferrari sembra faticare a trovare una direzione chiara, le parole di Eddie Irvine risuonano come un misto di critica e speranza. L’arrivo di Hamilton, seppur tardivo, porta con sé esperienza e visibilità, ma da solo non basta a colmare il gap tecnico e strutturale con i team rivali.

La suggestione di un futuro con Verstappen in rosso affascina e riporta alla mente l’epoca d’oro di Schumacher, ma per tornare a vincere servirà molto più di un grande nome: servirà una visione, una squadra coesa e la capacità di innovare. Il tempo stringe, e a Maranello lo sanno bene.

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