Tra delusione a Interlagos e speranze per Las Vegas, Sainz vede nella Williams un potenziale inatteso: nel deserto del Nevada, tutto può ancora succedere.
Il weekend brasiliano si è trasformato in una parentesi amara per Carlos Sainz. A Interlagos lo spagnolo ha vissuto una gara in salita fin dai primi metri: il contatto con Lewis Hamilton nelle fasi iniziali ha compromesso l’ala anteriore della sua Williams, costringendolo a gestire un ritmo limitato e a lottare con una monoposto danneggiata.
Come se non bastasse, una sosta ai box più lenta del previsto ha ulteriormente spento le sue chance di rimonta, lasciandolo fuori dalla zona punti in una domenica da dimenticare.

Nonostante la delusione, Sainz ha scelto di guardare avanti, individuando alcuni spunti positivi emersi proprio in Brasile. Come riportato da PlanetF1, lo spagnolo ha insistito sulla necessità di intervenire su una delle debolezze più evidenti della FW46:
“Per me, come squadra, è importante capire come possiamo continuare a migliorare il nostro punto debole, ovvero le curve lunghe a velocità medio-bassa che ci penalizzano sempre,” ha affermato.
Una fragilità che il layout di Interlagos — un circuito che combina lunghi tratti ad alta velocità con curve a media velocità — ha messo particolarmente in evidenza. Ma Sainz vede in arrivo un’occasione di riscatto grazie al prossimo appuntamento in calendario:
“Fortunatamente, la prossima tappa è Las Vegas, che è completamente l’opposto. Probabilmente le auto che qui erano competitive saranno meno competitive a Las Vegas e viceversa.”
Lo spagnolo ha poi sottolineato la necessità di reagire come gruppo:
“Come squadra, dobbiamo risolvere questi problemi che ci compromettono e che comprometteranno il Qatar. Siamo ansiosi di continuare a lavorare come squadra su questo”.
Il circuito della Las Vegas Strip rappresenta infatti una sfida completamente diversa da quella di Interlagos: un tracciato caratterizzato da lunghissimi rettilinei, frenate secche e curve lente, dove il basso carico aerodinamico — spesso considerato un limite della Williams — potrebbe trasformarsi in un punto di forza.

Sainz, dunque, archivia il Brasile con amarezza ma guarda a Las Vegas con rinnovato ottimismo, convinto che il peculiare DNA della FW46 possa tornare a brillare nel deserto del Nevada.
Tuttavia, i precedenti non giocano a favore del team di Grove. I risultati ottenuti dalla Williams su questo circuito, infatti, non sono stati tra i più incoraggianti. Il miglior piazzamento registrato finora è il 12° posto conquistato da Alexander Albon, mentre lo scorso anno Franco Colapinto è stato l’unico pilota del team a tagliare il traguardo: l’argentino ha chiuso 14°, dopo un weekend complicato segnato anche da un impatto contro il muro durante le qualifiche.
Numeri che evidenziano quanto Las Vegas possa rivelarsi un terreno insidioso, ma che allo stesso tempo rafforzano la volontà di Sainz e della squadra di invertire la tendenza. Sotto le luci dello Strip, la Williams cercherà non soltanto di sfruttare al meglio le caratteristiche del proprio pacchetto aerodinamico, ma anche di migliorare un bilancio finora poco generoso sul tracciato del Nevada.
Non ci resta, dunque, che attendere il prossimo weekend per scoprire cosa Las Vegas avrà in serbo. La Williams arriverà sullo Strip con qualche incognita, ma anche con motivazioni rinnovate e la consapevolezza che, su un tracciato così particolare, tutto può davvero succedere. Sarà il momento della verità: capiremo se le sensazioni di Sainz troveranno conferma e come la squadra reagirà dopo un Brasile amaro ma comunque istruttivo.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

