Valentino Rossi guarda al futuro con un sogno ancora vivo: approdare nella categoria Hypercar del WEC, nonostante un percorso ricco di ostacoli e incognite.
A quasi quattro anni dal suo addio alla MotoGP, Valentino Rossi continua a coltivare un obiettivo che ha sempre dichiarato apertamente: correre nella classe regina del FIA World Endurance Championship. Il nove volte campione del mondo, oggi pilota ufficiale BMW nel WEC con Team WRT, ammette però che il passaggio alla categoria Hypercar non sembra imminente, nonostante un anno intero di tentativi.
Un sogno chiamato Hypercar
Rossi non ha mai nascosto quanto le vetture prototipo lo affascinino più delle GT3, categoria in cui compete dal 2022. “Le Hypercar assomigliano più a una moto, almeno come sensazioni,” ha spiegato dal paddock del Bahrain. Una convinzione maturata soprattutto dopo il rookie test dello scorso anno, quando ebbe la possibilità di guidare la BMW M Hybrid V8, chiudendo con un tempo sorprendente: appena un decimo dalla Ferrari 499P di Arthur Leclerc.

Quel test sembrava aver aperto uno spiraglio, ma la stagione 2025 lo ha visto ancora nella LMGT3, nonostante un lavoro dietro le quinte durato mesi. “Abbiamo provato per tutto l’anno a costruire un programma Hypercar per il 2026, ma non è stato possibile. È davvero complicato entrare in quella categoria, ed è un peccato”.
Una presenza part-time? Forse, ma non semplice
Alla domanda se un impegno per singole gare possa essere una soluzione, Rossi non ha nascosto i dubbi: “Sarebbe una buona idea, ma di solito in Hypercar si corre l’intera stagione. BMW ha tanti piloti, molti più giovani. Io mi sento bene con la macchina e mi piacerebbe provarci, ma non so se succederà”.
Il legame con il team WRT, struttura di riferimento per BMW sia nel WEC che in IMSA, potrebbe però offrire qualche alternativa. Con l’espansione del programma americano, Rossi non esclude un debutto in alcune tappe endurance della serie statunitense: “Potrebbe esserci un’opportunità, soprattutto nelle gare della Michelin Endurance Cup. Vedremo”.
Daytona? Non nel 2026
Tra le possibilità valutate figura anche la 24 Ore di Daytona, iconico appuntamento che apre la stagione IMSA. BMW porta solitamente quattro piloti per vettura nella gara di gennaio, ma Rossi frena subito l’entusiasmo: “È una gara fantastica, è nella lista dei desideri, ma per l’anno prossimo la vedo dura: gennaio è dietro l’angolo. Magari più avanti”.

Bilancio nel WEC e futuro ancora da scrivere
In due stagioni nella LMGT3, Rossi ha disputato 16 gare nel WEC, conquistando quattro podi e sfiorando una vittoria quest’anno a Imola insieme a Kelvin van der Linde e Ahmad Al Harthy. Il suo contratto triennale da pilota ufficiale BMW si chiude a fine 2025, e pur essendo attesa una conferma, resta da definire il programma sportivo per il 2026.
“Non abbiamo ancora deciso nulla,” ha ammesso. “Il WEC resta una possibilità concreta, ma ne parleremo con BMW nei prossimi mesi per capire quale sia il progetto migliore”.
Valentino Rossi, insomma, non sembra intenzionato a rinunciare alla Hypercar. Il sogno è ancora vivo, ma il suo futuro resta un puzzle da completare e la prossima mossa dipenderà da BMW, dal mercato piloti e dalla volontà del Dottore di continuare a inseguire nuove sfide.
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