Un episodio decisamente insolito ha segnato il weekend di Lance Stroll a Las Vegas.
Lance Stroll, costretto al ritiro già alla prima curva del Gran Premio, ha rivelato di essere stato scortato da un gruppo militare per riuscire a tornare nel paddock dopo l’incidente.
La gara del canadese è durata pochissimi metri: al via, la sua AMR25 è stata colpita da Gabriel Bortoleto, con un impatto che ha causato danni irreparabili alla monoposto. Una situazione che, ironia della sorte, si ripete a distanza di una sola gara dal precedente contatto tra i due.
Nonostante l’amaro epilogo, Stroll ha mantenuto toni distesi nel post-gara, sottolineando come l’errore del giovane brasiliano non fosse intenzionale: “Gabi non l’ha fatto apposta. Con queste condizioni fredde può capitare di bloccare e perdere il controllo. Non è divertente per nessuno dei due, ma fa parte delle corse”, ha spiegato ai media presenti.

Secondo Stroll, l’incidente è da attribuire alle basse temperature dell’asfalto, che hanno reso particolarmente difficile la gestione della frenata al via: “Può succedere a chiunque, davvero”, ha ribadito il canadese, che ha anche minimizzato la necessità di un eventuale chiarimento con Bortoleto: “Se vuole scusarsi bene, altrimenti va lo stesso. È un bravo ragazzo e non c’era alcuna intenzione“. Il pilota brasiliano si è poi recato nell’hospitality Aston Martin per scusarsi.
Il viaggio surreale per tornare al paddock
La parte più curiosa della serata, però, è iniziata dopo il ritiro. Stroll si trovava dall’altro lato del circuito cittadino, in un’area completamente isolata a causa delle strade chiuse per l’evento. Raggiungere il paddock mentre la gara era in corso si è rivelato praticamente impossibile.
“Non si poteva tornare indietro, tutte le strade erano chiuse. Ho passato quasi tutta la gara laggiù”, ha raccontato il pilota, spiegando il motivo della sua lunga assenza.
Dopo tentativi falliti e diversi giri a vuoto, la situazione si è finalmente sbloccata grazie a un mezzo decisamente originale: “Alla fine sono salito su un carretto da golf, e c’era un gruppo militare che mi ha scortato per riportarmi al paddock. Ci sono voluti 40 giri, ma ce l’ho fatta. Per fortuna non ho dovuto passare la notte dall’altra parte della pista“.

Un episodio da Las Vegas
In un weekend già caratterizzato da imprevisti, luci accecanti e una logistica complessa, il racconto di Stroll aggiunge un ulteriore tassello alla narrativa caotica del GP di Las Vegas.
Un aneddoto destinato a restare nella memoria dei fan: non capita spesso che un pilota di Formula 1 debba affidarsi a un convoglio militare per rientrare nel paddock.
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