Dopo mesi di silenzi e tensioni, Helmut Marko rompe gli equilibri e svela la guerra sotterranea che ha consumato Red Bull dall’interno.

Red Bull, Marko accusa Horner: “Mentiva su tutto. Senza di lui Max sarebbe stato campione”

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Dopo mesi di silenzi e tensioni, Helmut Marko rompe gli equilibri e svela la guerra sotterranea che ha consumato Red Bull dall’interno.

Dopo il suo addio definitivo a Red Bull, Helmut Marko ha deciso di rompere il silenzio fornendo la propria ricostruzione di una delle crisi più profonde nella storia recente del team. In due interviste concesse a De Limburger e al quotidiano olandese De Telegraaf, il consigliere austriaco ha delineato un quadro segnato da tensioni interne, giochi di potere e un clima gestionale che definisce “tossico”, attribuendo a Christian Horner un ruolo centrale nel deterioramento dell’ambiente.

Marko spiega di non aver nemmeno letto il comunicato con cui, mesi prima, era stata annunciata la sua sospensione: “Non voglio entrare nei dettagli, ma non ho letto quel comunicato pieno di sciocchezze. Molto è cambiato nella squadra in poco tempo. Pensiamo di conoscere le persone, ma poi scopriamo che non è così.”

Dopo mesi di silenzi e tensioni, Helmut Marko rompe gli equilibri e svela la guerra sotterranea che ha consumato Red Bull dall’interno.

Nelle sue parole emerge anche l’importanza del rapporto personale con Max Verstappen, che avrebbe tentato di proteggerlo nei momenti più delicati: “Con Max non servono molte parole. Ci capiamo subito. Posso dire che c’è stata una telefonata emozionante”.

L’impatto sulle prestazioni: “Max avrebbe vinto il Mondiale”

Il nodo centrale delle sue accuse riguarda l’impatto che, secondo Marko, la gestione Horner avrebbe avuto sulle prestazioni in pista. “Io vincitore della guerra con Horner? No. Dovevamo fare qualcosa perché le prestazioni erano in ritardo. Se lo avessimo fatto prima, quest’anno Max sarebbe diventato campione del mondo. Ne sono assolutamente convinto”.

Nella sua lettura, la conflittualità interna avrebbe compromesso la competitività del team in una fase decisiva della stagione.

Gli episodi contestati: frasi inventate e voci “strumentalizzate”

Marko rievoca poi episodi che, a suo dire, rappresenterebbero tentativi orchestrati per danneggiarlo professionalmente.

Sul caso Pérez: “Ricordate quando avrei detto che i messicani sono meno concentrati degli olandesi o dei tedeschi? Era una cosa inventata, probabilmente da loro“.

Sulla voce del 2024 relativa al ritardo nello sviluppo del motore: “Avrei diffuso la notizia che eravamo in ritardo e che avremmo perso Ford come sponsor. Non l’ho mai detto. Ma Horner voleva usare quella storia per sospendermi. Grazie al fatto che Max è intervenuto a Jeddah, non è successo”.

Con lo sguardo già rivolto alla rivoluzione tecnica del 2026, Max Verstappen ha rilanciato un dibattito che da tempo anima la Formula 1: il ritorno a monoposto più leggere e compatte, simili a quelle degli anni 2008-2010.

La sua sintesi è durissima: “Gli ultimi anni con Horner non sono stati piacevoli. Sono stati giocati dei brutti scherzi. Sempre più spesso siamo stati in grado di dimostrare che Horner mentiva su tutto e su qualsiasi cosa.”

La crisi post-Mateschitz e la guerra interna per il potere

Secondo Marko, l’origine del deterioramento risalirebbe al 2022, quando le condizioni di salute di Dietrich Mateschitz iniziarono a peggiorare. “Ricordo una festa prima del GP d’Austria. Didi era lì, ma non in buona salute. Christian venne da me e disse: ‘Non arriverà alla fine dell’anno’. Da quel momento iniziò a cercare l’appoggio della parte thailandese“.

Nella sua ricostruzione, la divisione tra blocco austriaco e blocco thailandese sarebbe diventata sempre più netta, fino a determinare la caduta definitiva del team principal britannico: “Una volta che anche Chalerm Yoovidhya se ne è reso conto, ha ritrovato il buon senso.”

Dopo mesi di silenzi e tensioni, Helmut Marko rompe gli equilibri e svela la guerra sotterranea che ha consumato Red Bull dall’interno.

Un futuro da ricostruire

L’immagine che emerge dalle dichiarazioni di Marko è quella di una Red Bull profondamente destabilizzata, logorata da tensioni politiche e personali che hanno progressivamente eroso la solidità tecnica, gestionale e sportiva del team.

Con l’allontanamento di Horner e la fine dell’era Marko, la struttura si trova ora davanti a un percorso di ricostruzione complesso, che definirà il ruolo della squadra nella Formula 1 del prossimo futuro.


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