In Messico tanta azione in pista e accuse pesanti fuori. Dan Ticktum non si nasconde e lancia una dura critica contro i suoi colleghi e soprattutto contro la FIA. Il livello non è abbastanza elevato?
La Formula E riparte dal Messico per il primo appuntamento dell’anno solare e per la seconda tappa della stagione 2025-2026. Il weekend messicano si è rivelato particolarmente intenso, con una qualifica combattuta fino alle ultime battute ed una gara ricca di contatti e colpi di scena.
Tuttavia, non per tutti è stato un fine settimana positivo. Tra i piloti più penalizzati spicca senza dubbio Dan Ticktum, protagonista suo malgrado di un fine settimana estremamente complicato, culminato in un ritiro e in un durissimo sfogo che ha acceso il dibattito su sicurezza, comportamento in pista e direzione gara.
Messico complicato:
Il pilota Cupra Kiro è rimasto coinvolto in un incidente multiplo nelle prime fasi della gara: la sua corsa è apparsa subito in salita e, soprattutto, compromessa. Ed oltre ai danni alla sua monoposto, il contatto ha dato inoltre origine ad una reazione a dir poco rabbiosa.

A caldo, Ticktum non ha nascosto la propria frustrazione e si è immediatamente aperto via radio per esprimere tutta la sua rabbia al suo ingegnere Nic Morel. “Corrono come un branco di bambini, bambini petulanti. Patetici. Ne ho abbastanza di tutto questo. Questa non è una categoria di talento”.
Parole forti che evidenziano una tensione crescente.
I contatti e poi il ritiro:
Lo sfogo è poi proseguito sui suoi profili social, dove il britannico ha ricostruito quanto accaduto in pista dal suo punto di vista.
“Ho cercato di non sbattere la testa contro un muro. Nella mia storia precedente ho detto che un altro idiota avrebbe potuto colpirmi ed è esattamente quello che è successo”.
Il pilota britannico ha quindi ricordato un contatto con António Félix Da Costa, a sua volta spinto da Nick Cassidy, che gli è costato posizioni preziose. La sua rabbia è soprattutto rivolta verso i commissari e la decisione di non assegnare penalità, definendo l’incidente come una serie di sfortunati eventi.

“Da Costa mi ha colpito un paio di giri prima dell’incidente che mi ha messo fuori. In quel momento stavo gareggiando per la P5 o P6 dopo un buon primo giro, sono stato colpito, ho perso tre posizioni e lui ha preso solo un richiamo”.
Il pilota #33 è inoltre rimasto coinvolto in un altro incidente: “La safety car è uscita per un altro incidente e poi un paio di giri dopo c’è stato un altro incidente alla curva 5 e ne sono rimasto solo vittima. Così la mia gara era finita, perché avevo danni alle sospensioni”, ha concluso.
A pesare è anche un bilancio deludente: questo è infatti il secondo ritiro in altrettante gare, nonostante le buone posizioni di partenza, sia in Brasile che questo weekend in Messico.
Steward non all’altezza?:
La critica si è poi allargata, spostandosi su un piano più ampio e strutturale: quello della direzione gara e della gestione degli episodi da parte della direzione gara, tema particolarmente centrale.
“E ora dobbiamo passare all’argomento caldo, ovvero il livello di stewarding, o mancanza di stewarding, nella Formula E in questo momento. So che non siamo proprio F1, ma siamo etichettati come un campionato del mondo. Non capisco come possa succedere a livello di campionato del mondo“.

Il ventiseienne ha quindi fatto riferimento ad alcuni episodi precedenti verificatesi a San Paolo, primo appuntamento stagionale, sottolineando come certi errori non rappresentino un caso isolato.
“Non posso dire molto su cosa succede nei briefing con i piloti, ma in sostanza hanno ammesso che anche a San Paolo ci sono stati alcuni episodi che il direttore di gara ed i commissari hanno completamente tralasciato. Siamo in un campionato del mondo, non puoi perderti le cose come FIA: semplicemente non è abbastanza”.
“Il livello di direzione gara in questo campionato al momento è semplicemente terribile, quindi tutti guidano come degli irresponsabili. Ci sono un sacco di mezze manovre, un sacco di staccate disperate. Non è nemmeno sempre colpa dei piloti, è che non viene controllato a dovere. Sembra una gara con auto a noleggio”.
Attacco esplicito alla FIA:
Infine l’attacco diretto alla FIA, chiamata in causa in modo esplicito.
“Non so cosa stia succedendo alla FIA in questo momento. O assumono più persone o le pagano di più, considerando quanti soldi vengono investiti da team e sponsor. Non puoi sentirti dire dai commissari ‘scusa, ce lo siamo persi’. Non è assolutamente accettabile. Qualcosa deve cambiare”.

Uno sfogo che va oltre il singolo episodio di questa gara ma anzi apre numerosi interrogativi sul presente e, soprattutto, sul futuro della Formula E. Le parole di Dan Ticktum avranno un riscontro e porteranno a novità e cambiamenti? O rimarranno confinate all’accusa di un pilota alle prese con un weekend deludente?
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