Alpine chiude una stagione difficile e punta al rilancio nel 2026, con pazienza, metodo e attenzione alle persone per tornare competitiva in Formula 1.
Manca sempre meno all’inizio della nuova stagione di Formula 1. Se la maggior parte dei team appare ormai pronta al via, c’è ancora chi è chiamato a risolvere diverse criticità, sia sul piano dirigenziale che su quello organizzativo.
Si tratta dell’Alpine, una scuderia che negli ultimi anni ha vissuto numerosi cambiamenti ai vertici. Scelte che, anziché favorire una crescita costante, hanno contribuito ad alimentare un clima di instabilità interna. In vista della stagione 2026, l’amministratore delegato Steve Nielsen ha sottolineato la necessità di adottare un approccio ”basato sul buon senso”, sottolineando come il lavoro da svolgere sia ancora ampio e riguardi molteplici aspetti della struttura della squadra.
La guida della squadra è affidata a Flavio Briatore, affiancato da Steve Nielsen. Il dirigente britannico è tornato in Alpine alla fine dello scorso anno, dopo un periodo trascorso all’interno della FIA.

Al termine della scorsa stagione, a Nielsen è stato chiesto cosa lo avesse spinto a fare ritorno in questa scuderia. La sua risposta è stata chiara: “So che può sembrare un cliché, ma è una squadra”.
Successivamente, in altre dichiarazioni rilasciate ai media, tra cui RacingNews365, Nielsen ha aggiunto: “È una squadra composta da persone con un forte spirito competitivo. Negli ultimi anni i risultati sono stati altalenanti, ma credo ci siano la passione e la volontà di riportarla ai livelli del passato – La dedizione è enorme, dai vertici aziendali fino ai livelli più operativi”.
Alpine: tra difficoltà e nuovi propositi per il 2026
La stagione 2025 per Alpine è stata tutt’altro che positiva. Il team ha chiuso al fondo della classifica costruttori, un chiaro segnale che instabilità interna, cambi dirigenziali e performance altalenanti hanno pesato sull’intero progetto. Ma cosa serve per risalire da questo tunnel?
Nielsen indica pazienza e buon senso come fattori chiave, elementi indispensabili per costruire un percorso di crescita sostenibile e migliorare i risultati nelle prossime stagioni.
Secondo Nielsen, la strada per risalire è chiara ma impegnativa: “Negli ultimi anni ci sono stati troppi cambiamenti a Enstone. Non critico nessuno dei miei predecessori, ma è tempo di pazienza, buon senso e coerenza. Vogliamo che la squadra migliori, e la pazienza e la Formula 1 non vanno molto d’accordo, ma questo è il compito che ci siamo prefissati. Dobbiamo dedicare i prossimi anni alla costruzione, ed è un processo lento e faticoso. È la F1: non esistono soluzioni miracolose”.

E aggiunge con realismo: “Devi solo sistemare un milione di dettagli: luoghi, persone. Più di ogni altra cosa, è un lavoro che riguarda le persone. Ho imparato di nuovo questa lezione, se così si può dire”.
Alpine chiude un capitolo complicato e si prepara a costruire il prossimo, con pazienza, metodo e attenzione alle persone. Il 2026 sarà l’anno della ricostruzione: tra lavoro sui dettagli, coerenza e dedizione, il team di Enstone punta a trasformare le difficoltà degli ultimi anni in un rilancio concreto in Formula 1, nella speranza di tornare a competere ai massimi livelli.
Il futuro di Alpine passa dalla pazienza e dal lavoro quotidiano: il 2026 sarà l’anno per ricostruire e tornare a competere con continuità in Formula 1.
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Studentessa di lingue ed amante dei motori!

