Dopo l’addio alla Red Bull, Horner rompe il silenzio e ribadisce che un ritorno in Formula 1 sarà possibile solo davanti a un progetto vincente.

Horner torna a parlare: “Ritorno in F1 solo se per vincere”

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Dopo l’addio alla Red Bull, Horner rompe il silenzio e ribadisce che un ritorno in Formula 1 sarà possibile solo davanti a un progetto vincente.

Christian Horner è tornato a parlare pubblicamente per la prima volta dopo la sua uscita dalla Red Bull e lo ha fatto chiarendo un punto centrale: la Formula 1 resta nel suo orizzonte, ma solo a determinate condizioni. L’ex team principal della Red Bull ha spiegato di sentire di avere ancora “affari in sospeso” con il Circus, pur senza alcuna fretta di rientrare.

Un addio che non ha chiuso il cerchio

Horner è stato sollevato dall’incarico di team principal della Red Bull dopo il Gran Premio di Gran Bretagna di luglio, con l’uscita ufficiale formalizzata nel mese di settembre. La sua avventura con la scuderia anglo-austriaca è durata circa vent’anni ed è stata segnata da un ciclo di successi senza precedenti: otto titoli piloti e sei mondiali costruttori conquistati sotto la sua guida.

Dopo l’addio alla Red Bull, Horner rompe il silenzio e ribadisce che un ritorno in Formula 1 sarà possibile solo davanti a un progetto vincente.

La decisione del team è arrivata a circa un anno e mezzo dalle accuse di “comportamenti inappropriati” mosse da una collega. Horner ha sempre respinto le accuse ed è stato scagionato per la seconda volta anche da un’indagine indipendente condotta da un King’s Counsel, che non ha riscontrato comportamenti di tipo coercitivo.

Il desiderio di tornare, ma solo per un progetto vincente

Intervenendo all’European Motor Show di Dublino, Horner ha spiegato le proprie motivazioni con parole molto chiare: “Sento di avere affari in sospeso in Formula 1. Non è finita nel modo in cui avrei voluto che finisse”.

Allo stesso tempo, l’ex dirigente non è disposto a rientrare senza precise garanzie: “Non tornerò per qualsiasi cosa. Tornerò solo per qualcosa che possa vincere. Non voglio rientrare nel paddock se non ho qualcosa da fare. Mi manca questo sport, mi mancano le persone, mi manca il team che ho costruito. Ho vissuto 21 anni incredibili in Formula 1. È stato un grande percorso, ho vinto tante gare e campionati e ho lavorato con piloti, ingegneri e partner straordinari”.

Horner ha poi sottolineato di non avere alcun bisogno immediato di riprendere un ruolo operativo: “Non ho bisogno di tornare. Potrei anche fermare qui la mia carriera. Tornerei solo per la giusta opportunità, per lavorare con grandi persone, in un ambiente dove tutti vogliono vincere e condividono lo stesso desiderio. Vorrei essere un partner, non semplicemente un dipendente, ma vedremo come andrà. Non ho fretta. Non devo fare nulla”.

Le voci su Alpine e l’interesse del paddock

Negli ultimi giorni è emerso che un consorzio guidato da Horner ha discusso l’eventuale acquisto del 24% delle quote di Alpine attualmente in mano a Otro Capital. Il team francese ha chiuso l’ultima stagione all’ultimo posto nel campionato costruttori e, a partire da quest’anno, utilizzerà power unit Mercedes almeno fino al 2030.

Il nome di Horner è stato inoltre accostato anche ad Aston Martin e Ferrari, alimentando le speculazioni su un possibile ritorno ai vertici della Formula 1. Lo stesso Horner ha ammesso l’attenzione che lo circonda: “È curioso che io abbia lasciato la Red Bull l’8 luglio e questa sia la prima volta che parlo con qualcuno. Sui media sono stato dato in ogni singolo team di Formula 1, dalla parte bassa della griglia fino a quella alta. Sembra esserci una curiosità generale su cosa farò e dove andrò”.

Dopo l’addio alla Red Bull, Horner rompe il silenzio e ribadisce che un ritorno in Formula 1 sarà possibile solo davanti a un progetto vincente.

Ha poi aggiunto un elemento temporale chiave: “La realtà è che fino alla primavera non posso fare nulla. È comunque molto gratificante continuare a essere associato a così tanti team diversi”.

Il rapporto con Toto Wolff e il tema delle rivalità

Horner ha infine ridimensionato la narrazione sulla sua presunta rivalità con Toto Wolff, amministratore delegato e co-proprietario del team Mercedes. Nonostante gli anni di scontri sportivi, il manager britannico ha espresso grande rispetto nei confronti del dirigente austriaco: “Molti hanno enfatizzato molto la rivalità che avevo con lui. Ho un enorme rispetto per Toto. È stato tremendamente vincente, ha ottenuto risultati straordinari ed è una persona molto brillante”.

La differenza, secondo Horner, sta più nello stile che nella sostanza: “Siamo semplicemente persone diverse, entrambe molto competitive. E lo sport è noioso se tutti sono amici e si vogliono bene. Serve una rivalità che crei vero interesse. La cosa peggiore è quando tutti sono troppo gentili e complici”.

Il futuro di Christian Horner resta dunque aperto, ma una cosa appare certa: se tornerà in Formula 1, lo farà solo per giocare di nuovo per il vertice.


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