Il commento di Leo Turrini sui primi cinque giorni di test delle nuove vetture di Formula 1.
Di solito Leo Turrini non ha problemi a esporsi anche a caldo. Stavolta no. Sul suo blog Profondo Rosso ha scelto di aspettare la fine dei test di Formula 1, prendendo tempo prima di buttarsi nell’analisi. Una scelta consapevole, quasi controcorrente, che diventa già di per sé una chiave di lettura del momento che sta vivendo il Circus: tanto rumore, pochi dati certi, molte interpretazioni.
Turrini non risparmia critiche al format dei test a porte chiuse, ritenuto anacronistico in un’epoca dominata dai social e dalle fughe di notizie. Secondo il giornalista, il tentativo di “blindare” le informazioni tecniche finisce solo per alimentare illazioni e congetture, senza alcuna reale logica. Un contesto che rende ancora più complesso leggere i valori in campo emersi in Bahrain.
Eppure, qualcosa di concreto dai test è arrivato. E porta un nome pesante: Lewis Hamilton. Il miglior tempo assoluto è stato suo, un evento che Turrini sottolinea con ironia storica e che rompe un digiuno temporale lunghissimo. Non tanto per il cronometro in sé, quanto per ciò che potrebbe significare sul piano umano e sportivo.

“Miglior tempo assoluto: Lewis Hamilton. Non accadeva da quando Anchise fuggì da Troia sulle spalle di Enea. Posso solo sperare sia tutto vero. Non per la qualità della macchina, sulla quale insisto: non mi esprimo. Non so proprio se SF sta per Stavolta Funziona o per Siamo Fottuti. Sarebbe invece molto bello se questo risultato indicasse un recupero del Baronetto sul piano delle motivazioni. Nel 2025, sembrava averle esaurite. Adesso, chissà”.
Il riferimento è chiaro: più che alla prestazione pura della Ferrari, Turrini guarda allo stato d’animo del sette volte campione del mondo, reduce da una stagione 2025 complessa e ora chiamato a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera in rosso. I test non danno certezze, ma possono raccontare segnali. E quello di Hamilton, secondo il giornalista, potrebbe essere soprattutto un segnale mentale.
Allargando lo sguardo al quadro generale, l’analisi di Turrini incrocia i riscontri emersi dai chilometraggi e dall’affidabilità. Ferrari e Mercedes sono le squadre che, numeri alla mano, hanno completato più giri senza particolari intoppi tecnici. Un dato che nei test pesa più del tempo sul giro, perché racconta solidità e preparazione di base.
“In termini di affidabilità, per giri percorsi senza intoppi, Ferrari e Mercedes per ora sono avanti”.

Diverso il discorso per McLaren, che ha affrontato le sessioni senza forzare il ritmo, nascondendo probabilmente parte del proprio potenziale. Più difficile invece decifrare Red Bull, apparsa meno dominante rispetto al recente passato, e Aston Martin, su cui pesa l’attesa per capire l’impatto reale del nuovo corso tecnico.
“La McLaren se la sta prendendo comoda. La Red Bull per me è un punto interrogativo. La Aston Martin idem. Adrian Newey più Honda uguale…”
C’è poi il capitolo Audi, ancora in fase di costruzione e chiamata a chiarire la propria identità tecnica e gestionale sotto la guida di Mattia Binotto. “All’Audi sono certo che Mattia Binotto deve capire.”

A chiudere il quadro, una nota istintiva, quasi affettiva, che racconta bene lo stile di Turrini: la fiducia irrazionale nei “vecchi” nuovi giovani. “In maniera del tutto irrazionale, ho una smodata fiducia nei figli di Perez e di Bottas”.
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