A Melbourne, sotto il sole dell’Albert Park, Kimi Raikkonen apre la sua avventura in Ferrari con una vittoria dominante che segna l’inizio di una nuova era in rosso.
Il cielo di Melbourne è terso, l’aria vibra di attesa e di nostalgia. È il 18 marzo 2007 e per la prima volta dopo oltre 10 anni la Ferrari si presenta al via di un Mondiale senza Michael Schumacher. Un’era si è chiusa, un’altra deve ancora cominciare. Tutti gli occhi sono puntati su quel finlandese dal volto impassibile, chiamato a raccogliere un’eredità pesantissima: Kimi Raikkonen.
Al sabato, sul tracciato dell’Albert Park, arriva subito un segnale forte. Pole position. Quattro decimi rifilati alla McLaren di Fernando Alonso, campione del mondo in carica. È il primo squillo di una sinfonia perfetta. La domenica, allo spegnersi dei semafori, Kimi teme la prima curva. Ma è solo un pensiero fugace. La sua F2007 scatta pulita, prende il comando e non lo lascia più.

È dominio. Puro, limpido, cristallino. Raikkonen impone il suo ritmo, costruisce un margine rassicurante grazie a una strategia impeccabile e a una vettura semplicemente perfetta. Anche quando, al 46° giro, arriva leggermente lungo in una chicane, la sensazione è che nulla possa davvero sfuggirgli. La vittoria è sotto controllo, come il suo sguardo dietro la visiera.
Dietro di lui, le McLaren inseguono. Alonso fatica più del previsto a tenere a bada il giovane debuttante Lewis Hamilton, sorprendente al via e capace di restare negli scarichi del compagno fino alla seconda sosta. Il podio è tutto loro, ma la scena è soltanto di uno: Kimi Raikkonen.
Con pole position, vittoria e giro veloce, il finlandese firma un esordio da leggenda. Prima di lui, all’esordio in rosso, avevano trionfato solo nomi scolpiti nella storia: Juan Manuel Fangio, Mario Andretti, Nigel Mansell. Ora anche Raikkonen entra in quel club esclusivo. È il primo hat-trick in Ferrari alla prima gara, un’impresa che riporta entusiasmo e speranza a Maranello.

Alle sue spalle, la gara racconta altre storie: il quarto posto di Heidfeld con la BMW, il solido quinto di Fisichella su una Renault meno competitiva, la splendida rimonta di Felipe Massa. Partito dal fondo dopo i problemi in qualifica, il brasiliano risale fino al sesto posto. E poi la paura, quando David Coulthard centra la Williams di Wurz, sfiorando il casco dell’austriaco: un brivido che attraversa il paddock e ricorda quanto sottile sia il confine.
Ma questa è la giornata di Kimi. “Vittoria fantastica! È bello tornare al successo nella mia nuova squadra”, dirà a fine gara. Parole semplici, quasi sussurrate, come il suo stile. Eppure pesano come macigni.
Quella domenica australiana lancia un messaggio. La Ferrari ha trovato il suo nuovo condottiero. E mentre risuona l’inno finlandese sul podio, seguito da quello italiano, in molti capiscono che il 2007 potrebbe essere un anno speciale. L’inizio di un nuovo ciclo, scritto con inchiostro rosso.
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