Dopo una qualifica assai deludente per entrambi nel primo round stagionale, Kyle Kirkwood e Josef Newgarden sono riusciti a ribaltare la situazione nella gara domenicale grazie a due splendide rimonte, chiudendo rispettivamente in P4 e P7.
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Dopo oltre 6 mesi di attesa i motori della IndyCar Series sono tornati a rombare per la prima volta in questa nuova annata lo scorso fine settimana, nel tradizionale round di apertura nel circuito cittadino di Saint Petersburg.

Anche Kyle Kirkwood e Josef Newgarden si sono presi la scena in Florida, nonostante sia passato inosservato, grazie a due fantastici comebacks, dopo una ostica sessione di qualifica, chiudendo la prima gara stagionale in Top10.
L’alfiere Andretti paga caro l’undercut della seconda sosta
La gara del classe ’98 si è accesa maggiormente nella seconda parte di gara, difatti, dopo essere partito con gomme Primary (mescola nera) ed essere passato per due volte in corsia box (per montare gomme a banda rossa), il pilota della Dallara Honda #27 si è ritrovato in seconda posizione, dietro soltanto il catalano di CGR.
Il portabandiera di Andretti Global si è preso la scena grazie ad una manovra, a dir poco spettacolare, ai danni di Scott McLaughlin all’esterno di curva 4, riuscendo a completarla senza venir a contatto con il pilota Penske.
“L’ho sorpassato all’esterno in curva 4. Ho pensato che probabilmente avesse avuto qualche flashback di alcuni anni fa. Non era più esitante, ma complimenti a lui. Ci siamo toccati a malapena, fortunatamente senza causando danni. E’ stata una bella gara, in particolar modo dura“.

Così si è espresso Kirkwood, rievocando il drammatico epilogo dell’edizione 2023, dove proprio il neozelandese si era scontrato con Romain Grosjean precisamente nella stessa curva del sorpasso, mandando all’aria le possibilità di successo.
Tuttavia il vincitore di 3 gran premi della passata stagione ha pagato a caro prezzo la sosta anticipata di ben 4 giri rispetto a McLaughlin e Lundgaard: a ben 7 giri dalla fine ha dovuto cedere alla superiorità dei rivali, perdendo il podio e concludendo in quarta posizione. Malgrado abbia perso una grande occasione, questa è stata la sua miglior prestazione di sempre nel cittadino della Florida, confermando i passi avanti fatti nel 2025.
“Dopo aver distrutto le gomme, ritengo che abbiamo corso in maniera ammirevole. Nel complesso, una buona giornata per l’equipaggio della vettura #27“.
Newgarden non del tutto soddisfatto della prestazione
Anche la gara del due volte campione e vincitore della Indy500 si è rivelata prettamente intensa e movimentata: il pilota Penske ha seguito al stessa strategia di Kirkwood, riuscendo a suon di sorpassi a risalire fino alla settima posizione, scacciando i fantasmi che lo avevano perseguitato sia nei 2 giorni antecedenti, che per tutta la scorsa stagione.
Nella fase finale Newgarden ha prevalso nei confronti di Hauger, Veekay e Grosjean, arrivando per pochi decimi dietro ad Ericsson, con un distacco di ben 26 secondi dal vincitore della corsa.
Così il pilota della Dallara Chevrolet #2 di Penske ha commentato la sua gara: “Una giornata semplice e noiosa, a dire il vero. La nostra macchina era veloce. I nostri pit stop sono stati perfetti e l’equipaggio numero 2 è risultato ancora una volta eccellente“.

“La nostra vettura era sicuramente migliore di quella di partenza. Abbiamo avuto un weekend difficile per tutto l’arco dei 3 giorni, ma il giorno della gara è stato di gran lunga il migliore“.
Il pilota attivo nella categoria ormai da 14 stagioni, ha lanciato messaggi di orgoglio e di riscatto personale, sia per lui che per la squadra, in vista del prossimo impegno tra pochi giorni a Phoenix.
“Dobbiamo guadagnarci il nostro posto, dobbiamo vincere. Bisogna alzarci di livello, ogni singolo fine settimana. Questo sarà il nostro obiettivo. Penso che questa squadra abbia bisogno di ancora un po di tempo per consolidarsi. Una volta trovato il nostro ritmo, saremo in una buona posizione“.
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