Antonelli ha trionfato nel GP del Giappone, portandosi in testa alla classifica mondiale anche grazie alla strenua difesa di Leclerc su Russell.
In Giappone Kimi Antonelli ha vinto la sua seconda gara in carriera, ma soprattutto è salito in testa alla classifica mondiale per la prima volta in assoluto. Alle spalle dell’italiano si sono piazzati Piastri e Leclerc, mentre Russell ha concluso al quarto posto: di certo non sono mancati spunti interessanti in giro per la griglia.
F1, abbiamo un problema
Dal giorno zero di questo nuovo regolamento, la Formula 1 è attesa al varco da tifosi, piloti e addetti ai lavori: i nuovi propulsori 50-50 non convincono, così come il superclipping e l’ossessiva gestione della batteria. In Giappone, però, le polemiche sono aumentate notevolmente, e ancora una volta diversi protagonisti si sono scagliati contro queste monoposto. Leggere parole di critica da parte di Leclerc, Norris, Bearman (oltre ai soliti Alonso e Verstappen) e chi più ne ha più ne metta, non fa piacere a nessuno.
Il punto più debole è senz’altro la qualifica, che sembra aver perso tutto il fascino acquistato nel corso degli anni. Ma da Suzuka entra in gioco anche il tema sicurezza: l’incidente di Bearman è un pericolo scampato, e non possiamo certo permetterci di assistere a situazioni simili ogni weekend.
La pausa di aprile deve essere una svolta, questa Formula 1 deve cambiare. Cosa e come non sta a noi deciderlo, ma la speranza è che piloti, squadre e federazione possano sedersi allo stesso tavolo con le stesse intenzioni per il bene dello sport che tutti amiamo.

Antonelli – Russell: è lotta mondiale?
Per la seconda volta consecutiva, Antonelli si è dimostrato più veloce rispetto al suo compagno di squadra sia in qualifica che in gara. A Suzuka Russell è sembrato nervoso, non contento e poco competitivo, 3 aggettivi che non si addicono a quello che dovrebbe essere il pilota di punta della prima forza in griglia. Dal canto suo, Antonelli ha rimediato ad una brutta partenza con uno stint finale da incorniciare: l’aiuto della Safety Car è stato fondamentale, ma la velocità non manca al ragazzo.
Probabilmente, Russell ha iniziato la stagione pensando di non avere un vero e proprio rivale all’interno del box, ma la prima vittoria arrivata così presto sembra aver dato grande fiducia al suo compagno di squadra. Per parlare di sfida mondiale vera e propria dobbiamo attendere ancora un po’, ma la figura di Antonelli sembra farsi sempre più ingombrante in Mercedes.

Alla finestra attende e ringrazia Charles Leclerc, che nonostante una vettura più lenta continua ad infastidire le Mercedes (in questo caso Russell) a suon di sorpassi e partenze lampo. Il monegasco sta ottenendo i migliori risultati possibili, e se da Miami dovesse davvero “cominciare un altro campionato” come ha detto Vasseur, potrebbe rivelarsi il vero vincitore di questa spartizione di punti tra i due piloti Mercedes. Talento e fame per lottare non mancano di certo.
Notevole anche la prestazione di Oscar Piastri, tornato finalmente in pista dopo due DNS consecutivi. Il pilota australiano sembra essersi liberato delle paure della seconda metà del 2025 e a Suzuka ha trascinato la McLaren su un podio tutt’altro che scontato alla vigilia. Con i riflettori puntati altrove, che possa essere un anno di riscatto per l’australiano?
Red Bull, è allarme
La più grande sconfitta del weekend è ancora una volta la Red Bull. Il bottino complessivo recita quattro punti, ma l’elefante nella stanza ha un nome e un cognome: Max Verstappen. Il pilota olandese continua a manifestare la sua insofferenza, sia nei confronti della vettura (di cui ha già bocciato gli aggiornamenti) che del nuovo regolamento.
Negli anni abbiamo imparato a conoscere il pluricampione: per perfomare al meglio ha bisogno di sentirsi a suo agio, e al momento Red Bull non sembra in grado di garantirglielo. Mekies avrà una bella gatta da pelare nei prossimi mesi, l’impressione è che il lavoro che verrà fatto sulla RB22 risulterà decisivo nelle scelte di Verstappen, non certo intenzionato a lottare per entrare in Q3 o per la top 7.

A proposito di top 7, merita una menzione il weekend di Pierre Gasly, che per la terza volta consecutiva ha portato la sua Alpine in zona punti. Il pilota francese si è tolto persino la soddisfazione di concludere la corsa davanti a Verstappen, facendo spalle larghe negli ultimi passaggi. Il centro gruppo ha ritrovato uno dei suoi protagonisti.
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