Dopo un avvio di stagione controverso, la F1 riunisce team e FIA, per intervenire su sicurezza, gestione dell’energia e spettacolo in pista
La Formula 1 si prepara a un incontro decisivo per affrontare le criticità emerse con il nuovo regolamento tecnico 2026. Dopo le prime tre gare stagionali, è ormai chiaro che, nonostante alcuni aspetti interessanti, sono emersi problemi significativi che richiedono interventi urgenti.
L’incontro, previsto per il 9 aprile, riunirà i responsabili tecnici dei team e i vertici della FIA e della F1, con l’obiettivo di introdurre modifiche già prima del Gran Premio di Miami del 3 maggio.
I tre problemi principali
Il primo tema è la sicurezza: l’incidente di Oliver Bearman in Giappone ha acceso un campanello d’allarme. La causa è stata una differenza di velocità di circa 50 km/h tra la sua vettura a piena potenza e quella di Franco Colapinto in fase di risparmio energetico. Episodi del genere mettono in luce quanto siano pericolose le attuali dinamiche di gestione dell’energia e lascia l’amaro in bocca constatare come spesso il cambiamento parta solo dopo un grave episodio.

Il secondo problema riguarda le qualifiche. Piloti come Charles Leclerc hanno criticato la mancanza dei giri “al limite”, sostituiti da una gestione complessa dell’energia fatta di lift and coast e super clipping. Questo rende le prestazioni meno spettacolari e più dipendenti da algoritmi che da abilità vera e propria del pilota.
Infine, c’è il tema del calo di velocità sui rettilinei. Le nuove monoposto raggiungono il picco di velocità troppo presto, per poi rallentare sensibilmente quando la batteria si esaurisce. Come ha sottolineato Lando Norris, vedere la velocità diminuire drasticamente “fa male all’anima”, oltre a essere poco spettacolare anche per il pubblico.
Le possibili soluzioni
Per affrontare queste criticità, sono stati introdotti sei punti principali da affrontare nell’imminente riunione.
Una prima misura riguarda l’aumento della potenza del super clipping. Attualmente è limitato a 250 kW, ma potrebbe essere portato a 350 kW, riducendo così la necessità di rallentare per recuperare energia e migliorando sia la sicurezza sia la fluidità di guida.
Un’altra soluzione, apparentemente contraddittoria, è rendere le auto leggermente più lente. Riducendo la potenza massima erogata dalla parte elettrica, l’energia disponibile verrebbe distribuita lungo tutto il rettilineo, evitando il brusco calo finale e permettendo ai piloti di spingere con maggiore continuità.
Collegato a questo c’è il tema del limite di ricarica. Attualmente fissato a 9 MJ per giro in qualifica, potrebbe essere abbassato fino a 6–7 MJ. Questo ridurrebbe la necessità di strategie conservative, anche se comporterebbe un aumento dei tempi sul giro.

Tra le idee più innovative c’è una revisione dell’aerodinamica attiva. Si valuta la possibilità di eliminare le zone fisse di attivazione del “straight mode”, permettendone un utilizzo più libero, simile a quanto accadeva in passato con il DRS in qualifica. Ciò aiuterebbe a ridurre la resistenza aerodinamica e a ottimizzare l’uso dell’energia.
Sul fronte motori, si discute anche dell’aumento del contributo del motore termico rispetto a quello elettrico. Tuttavia, questa modifica è considerata impraticabile nel breve termine per motivi di affidabilità, e potrebbe essere rinviata al 2027.
Infine, c’è la necessità di semplificare il regolamento. Le attuali complessità, inclusi alcuni algoritmi di gestione dell’energia, stanno creando situazioni paradossali in cui le monoposto “si confondono” a causa di piccoli errori del pilota. Ridurre queste complicazioni restituirebbe maggiore controllo ai piloti e renderebbe le qualifiche più autentiche.
La sfida della Formula 1 è ora trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, sicurezza e spettacolo. Le modifiche in discussione potrebbero ridefinire rapidamente questa nuova era regolamentare, con l’obiettivo di riportare al centro dello sport ciò che conta davvero: il talento dei piloti e la competizione vera e propria.

