WRC Croazia 2026

WRC | Il Post-Rally – Croazia: Dramma Neuville, back to back per Katsuta, e la prima di Lancia nel WRC-2

Il Rally di Croazia ci regala un altro weekend di emozioni nel WRC. Thierry Neuville va ad un passo dalla vittoria, ma è Takamoto Katsuta a fare sua la gara. Yohan Rossel vince nel WRC-2 con Lancia.

Poteva il Rally di Croazia non regalarci qualche emozione? Ovviamente no. E quindi, al rientro nel calendario e con un percorso rinnovato, il rally su asfalto croato non ha disatteso le aspettative, configurandosi come un weekend dall’alto tasso di drama.

Absolute Cinema

Pronti via, nella SS1 il buon Oliver Solberg va in sottosterzo dopo 5 Km e finisce in un fosso a lato della strada. Rally rovinato dopo poche curve e un Oliver veramente con gli occhi lucidi ai microfoni dei giornalisti. Un brutto errore che non viene cancellato dalle prestazioni assolutamente dominanti del sabato e della domenica, dove ha vinto Super Sunday e Power Stage, limitando i danni in classifica. Anzi, l’uscita di scena rende il tutto più amaro, considerato il fatto che Solberg è andato veramente velocissimo ed è stato su un altro pianeta per la maggior parte del tempo. Veramente un peccato, ma resta la prestazione e delle buone sensazioni per le canarie.

Ordunque, si sarebbe potuto pensare che, tolto un rivale, Elfyn Evans avrebbe avuto la strada spianata. E invece nella SS3 è uscito di scena anche lui, con un brutto errore forse dovuto alle note. Nemmeno finito il venerdì mattina, quindi, che i due principali contendenti per il titolo sono costretti al ritiro. Aggiungiamoci anche un botto per Jon Armstrong e il parco Rally1 si riduce a sole sei vetture.

Eredita la leadership Sami Pajari, che guida il rally con grande maestria fino al sabato pomeriggio, quando quasi tutti tranne Thierry Neuville vengono coinvolti in forature. Il belga sale quindi in 1a posizione con più di un minuto di distacco. Sembra quasi tutto fatto per la prima vittoria in stagione per Hyundai. Ma la Power Stage ha in mente qualcos’altro: Thierry va lungo in Power Stage e distrugge la sospensione anteriore destra. In una situazione che ricorda quella di Ogier in Spagna nel 2016, Neuville è costretto al ritiro e la vittoria va quindi a Takamoto Katsuta che emula Kimi Antonelli e, dopo la prima vittoria in carriera, conquista la seconda back to back.

Non parliamo poi delle varie forature nel WRC-2, che hanno continuato a modificare la classifica fino alla fine. Se non è Absolute Cinema questo.

Toyota c’è

Sembrava persa, ed invece è arrivata la quarta vittoria di fila per Toyota. Merito comunque di tutti i piloti che, al netto di errori e sfortune, sono andati tutti come delle schegge. A vincere è Katsuta che approfitta del grosso errore di Neuville in Power Stage per portarsi a casa la seconda vittoria in carriera back to back. Partito bene, si è messo in zona podio e, nonostante non abbia fatto una performance superlativa, si è trovato nel posto giusto al momento giusto. Ora è leader del mondiale e aprirà la strada in un rally su asfalto. Momento d’oro per lui, deve goderselo fin che può.

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Sami Pajari, che per larghi tratti del rally è stato tra i migliori interpreti del duro asfalto croato – forse sarebbe meglio dire sterrato, per quanto sporco era – schivandone le insidie fino a quando non si è dovuto arrendere ad una foratura che lo ha privato, probabilmente, della prima vittoria in carriera. Si vede che dall’anno scorso è cresciuto tanto, e finalmente può dire la sua. Avrebbe forse meritato lui di vincerla, per l’attenzione e per la velocità messe durante tutto l’arco dei tre giorni. Ha mollato un po’ la domenica, consapevole che rischiare come gli altri avrebbe potuto portargli via anche il podio. Sarà per la prossima volta, ma il segnale è più che buono.

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Weekend invece a due facce per Oliver Solberg ed Elfyn Evans. I due sono usciti subito, rovinandosi delle ottime chance di lottare per la vittoria, vista la grande velocità che hanno dimostrato una volta rientrati in gara. La domenica, poi, sono stati entrambi su un altro pianeta, dandole di santa ragione a tutti e monopolizzando i primi due posti del Super Sunday. Hanno così limitato i danni in termini di classifica generale, ma l’amaro in bocca rimane comunque.

Occasione mancata

Brutto, bruttissimo l’errore di Thierry Neuville. Il dramma della Power Stage cancella in un secondo un weekend molto, ma molto solido del belga, finalmente la Hyundai più veloce in strada, capace di attaccare il dominio Toyota e sfiorando una vittoria difficile da pronosticare ad inizio weekend. Un gran peccato perché stavolta, c’è da dire, è andato molto forte e fino alla SS20 non ha praticamente sbagliato nulla, portandosi in testa con più di un minuto di vantaggio sugli altri, evitando qualsivoglia foratura. Il Motorsport, però, sa essere crudele, e tra tutte le gare che Thierry ha perso sul finale, questa forse è quella che fa più male. Sarebbe servita a lui, così come a tutto il team. Già non è stato un periodo roseo, speriamo che non lo impatti troppo a livello mentale.

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Di contro, un insospettabile Hayden Paddon fa il suo e, quatto quatto, chiude a podio in 3a posizione. Non ha fatto nulla di eclatante, se non tenersi fuori dai guai dal primo all’ultimo Km. Ma, alla fine, questo è ciò per cui è pagato come terzo pilota Hyundai: essere solido, andare a punti e aiutare il più possibile il team nel campionato costruttori, anche quando i titolari mancano l’appello. Obiettivo centrato, quindi.

Ha fatto cilecca invece Adrien Fourmaux. Questa volta non è stato il più veloce del suo team, ma ha comunque lottato per il 4° posto fino a che anche lui non si è spalmato contro un palo della luce, rovinandosi la gara. Racimola qualcosa nel Super Sunday, ma le aspettative erano forse altre. Gli resta la bella esperienza del pranzo con la famiglia croata dopo l’incidente. Nulla più.

Armstrong annichilisce McErlean

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È vero che Jon Armstrong, non più tardi dello scorso autunno, in Croazia ci ha vinto nell’ERC. Ma le prestazioni che in alcune speciali ha sfornato sono state di un altro livello rispetto al compagno di squadra Josh McErlean, di nuovo lontanissimo dal compagno di squadra e dal resto della ciurma Rally1.

Armstrong ha pagato caro il botto del venerdì, visto che con la performance mostrata avrebbe sicuramente potuto sperare in una Top 5, forse quasi il podio. Un antipasto di quello che sarebbe potuto essere il suo rally senza incidenti, sono stati il Super Sunday e la Power Stage, nei quali ha raccolto ben 6 punti, tornando quindi a casa con tanti lati positivi su cui concentrarsi per le Canarie.

Non si può dire lo stesso per McErlean, anche lui frenato da un problema tecnico al sabato e dal svariate forature. Ma al di là di questo, il ritmo è lontanissimo da quello di Jon, che lo sta annichilendo ogni weekend. È fermo a 2 punti in classifica generale (23°, assieme a Matteo Fontana sulla Fiesta Rally3). Serve darsi presto una svegliata.

WRC-2: Rossel regala la prima a Lancia

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Anche il WRC-2 non è stato risparmiato dai colpi di scena del weekend, tra forature ed altri episodi che, soprattutto nelle prime battute della gara, hanno scombussolato più volte la classifica. A spuntarla è stato il buon Yohan Rossel, che come ampiamente pronosticato in Croazia è stato un vero e proprio razzo soprattutto al sabato, grazie ad un ottimo feeling con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Il francese ha quindi regalato al marchio italiano la prima vittoria dal ritorno sulla scena mondiale, in scia a quelle di Yoann Bonato e Andrea Crugnola nei nazionali francese e italiano.

Weekend ancora più speciale per lui perché condito dall’1-2 tutto in famiglia, con il fratello Léo Rossel che una volta trovata velocità, è risalito fino al 2° con prestazioni che a tratti, soprattutto la domenica, sono state superiori a quelle del fratello. E, con anche la vittoria a Monte-Carlo, Léo è ora il leader del mondiale WRC-2 con un margine di 7 punti su Roope Korhonen, che ha lottato fino quasi alla fine per una posizione sul podio, ma si è dovuto accontentare del 5° posto. Sul terzo gradino ci va invece Nikolay Gryazin.

Anche lui ha fatto vedere l’ottima velocità su asfalto della nuova Lancia, ma questa volta non è riuscito a contenere il compagno di squadra. Comunque, è anche lui sempre velocissimo su asfalto, e proverà ovviamente a rilanciarsi alle Canarie.

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Un altro che ha fatto vedere dei buonissimi tempi è stato Roberto Daprà. Finalmente l’italiano può giocare non più su una grande costanza ma anche su tempi da big della categoria, e soprattutto qui in Croazia ha dato la conferma di essere tra i migliori del parco WRC-2 attuale. Veramente un peccato la doppia foratura del venerdì mattina che lo ha privato di un potenziale podio. Può comunque tornare a casa soddisfatto per i tempi registrati e con dei bei punti per il campionato, che lo vede al momento tra i migliori.

Junior WRC

Ali Türkkan vince per la categoria Junior WRC, ma il leader del campionato rimane Calle Carlberg. Lo svedese ha pagato una foratura che gli ha fatto perdere un minuto e mezzo, e la possibilità di vincere il rally. Ma ha comunque vinto 14 speciali su 20, e siccome ogni speciale inq uesta categoria vale un punto, Calle ha ora 25 punti di vantaggio in classifica proprio su Türkkan.

3° all’arrivo l’irlandese Craig Rahill, rookie della categoria e che ha trovato nella Croazia un fondo più familiare rispetto alla Svezia.

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