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F2 | Feature Race – GP Miami: Minì vince una gara folle nel segno di Zanardi

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Gabriele MInì si sblocca in Formula 2 approfittando della guerriglia sul bagnato tra i due membri della FDA, Beganovic e Câmara, grazie a dei sorpassi fuori dall’ordinario. Out sia Dunne che Tsolov.

A Miami, in un tracciato condizionato dalla pioggia della mattinata, si accende la stella di Gabriele Minì, il quale iscrive il proprio nome nella storia di questa categoria, aggiudicandosi la sua prima vittoria in Formula 2. Il palermitano della MP ha beffato sia Beganovic che Câmara, con delle manovre da vero campione.

Il pilota classe ’05 ha dedicato il successo ad Alex Zanardi, campione del Motorsport deceduto nella giornata di ieri. Un gesto significativo in onore di una delle più celebri figure nel panorama dello Sport.

Niente da fare sia per lo svedese della DAMS che per il brasiliano della Invicta, i quali si sono dovuti accontentare del secondo e del terzo posto. Giornata da dimenticare per Tsolov e Dunne, i quali sono usciti prematuramente di scena.

Risultato importante per tutti e 3 in ottica campionato piloti, dato che ora si sono avvicinati al leader di classifica Tsolov. Entrambi hanno dato prova del loro talento, per cui ci sarà da divertirsi nei prossimi appuntamenti.

Il bulgaro è stato colpito alla partenza da Inthraphuvasak, mentre l’irlandese è finito contro le barriere al decimo giro, mentre si trovava in zona punti. Gara da archiviare subito anche per Goethe e Stenshorne, entrambi costretti al ritiro.

Subito out il leader di classifica Tsolov

Il primo colpo di scena della gara lunga è avvenuto ancora prima del giro di formazione: Roman Bilinski non ha potuto prendere parte alla gara, con dinamiche ancora da chiarire. Termina nel peggiore dei modi il weekend statunitense del polacco, in cui non è mai riuscito a lasciare il segno.

A causa dei violenti scrosci che hanno caratterizzato la prima mattinata di Miami, tutti i piloti sono partiti con gomme da bagnato. La federazione ha optato per eseguire diversi giri di formazione dietro la vettura di sicurezza, in modo che i piloti potessero avere un riscontro diretto del tracciato, condizionato da scarsa visibilità.

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Credits – Profilo X F2

La gara di Martinius Stenshorne è stata compromessa ancora prima di iniziare, poiché gli è stato inflitto uno stop and go di 10 secondi a causa di un’infrazione durante la procedura di partenza. Un meccanico del team RODIN ha toccato la vettura #14 quando non era autorizzato e a causa di ciò è scattata la penalità nei confronti del norvegese.

Sorprendentemente la federazione ha optato per la “Standing Start”, ovvero la partenza da fermo. Maini è stato impeccabile alla partenza, seguito da Stenshorne e le due Invicta di Câmara e Dürksen. La gara del leader Tsolov si è chiusa prematuramente in curva 1, a causa del tamponamento da parte dell’ART Grand Prix di Inthraphuvasak.

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Credits – Profilo X F2

Inevitabilmente è stata chiamata di nuovo in pista la Safety Car, dove la federazione aveva imposto ai piloti di passare dalla pit lane. Maini e Câmara sono stati gli unici a non passare dalla corsia box, tra lo stupore generale, mentre Stenshorne non ha potuto scontare la penalità proprio a causa del regime sotto la vettura di sicurezza.

Goethe e Dunne a muro

Al quarto giro si è potuti ripartire, dove mentre il pilota norvegese della RODIN è andato a scontare la penalità, Oliver Goethe è finito contro le barriere dell’ultima curva, terminando in tal modo un fine settimana davvero deludente. Maini non ha avuto problemi a tenere dietro le due Invicta, con Minì e Beganovic subito a seguire.

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Credits – Profilo X F2

A seguito di una breve VSC, per rimuovere i detriti causati dalla vettura numero 10 della MP Motorsport, Noel León ha scavalcato Dunne prendendosi la sesta piazza, mentre Beganovic ha sorpassato Minì salendo in P4 con una manovra a dir poco spettacolare. All’ottavo passaggio è uscita una comunicazione, dove è stato notato il comportamento di Maini e di Câmara, i quali non erano entrati in pit lane.

Inizio da sogno per il pilota indiano di casa Alpine, il quale ha salutato la coppia Invicta, guadagnando progressivamente terreno. Dürksen ha iniziato a mettere pressione al compagno di squadra, mentre sia Beganovic che Minì si erano avvicinati agli scarichi delle due giallone.

Al decimo giro Alex Dunne ha commesso un errore ed è finito a muro alla penultima curva, gettando al vento un’altra grande possibilità per segnare punti pesanti in ottica campionato piloti. Inevitabile un altro intervento della Safety Car. Solamente Dürksen, Bennett ed Herta non sono rientrati subito a montare un nuovo set di gomme wet, a differenza della restante parte.

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Credits – Profilo X F2

In corsia box è arrivato il sorpasso di Rafa Câmara, che ha approfittato dell’attesa dei meccanici ART Grand Prix a rimandare in pista Maini, che ha dovuto aspettare il passaggio delle vetture, perdendo la posizione a favore del pilota brasiliano.

Câmara leader, Minì si inventa 2 capolavori

A seguito delle varie interruzioni, la gara è passata da giri a tempo, dove a 23 minuti dal termine il paraguaiano di casa Invicta ha guidato le operazioni, distanziando in men che non si dica la Hitech di Herta. Beganovic ha approfittato di un’incertezza di Maini, passando il pilota indiano dall’esterno. Poco dopo Varrone ha calcolato male il sorpasso e ha centrato Stenshorne, coinvolgendo anche la Trident di Van Hoepen.

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Per la terza volta si è assistito alla chiamata delle vettura di sicurezza, dove i tre di testa, ovvero Dürksen, Herta e Bennett hanno effettuato il loro pit, uscendo al di fuori della Top10. La leadership è passata nelle mani di Câmara, davanti a Beganovic e León, il quale precedentemente aveva passato Maini.

Il brasiliano a 15 minuti dalla fine ha guidato il gruppo alla ripartenza, dove il suo compagno di Academy, Dino Beganovic, ha cercato di insidiarlo, ma senza successo, pur rimanendo incollato agli scarichi della Invicta #1. Minì non ha perso tempo, passando in poco tempo sia la ART di Maini che la Campos di León, salendo sul podio momentaneo con due manovre da sogno.

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Credits – Profilo X F2

Il pilota messicano non ha potuto replicare a causa di una VSC, poi tramutata in una SC, causata dalla AIX racing di Can Shields, finita in testacoda in curva 8. Bennett ha cercato il jolly, montando per primo le gomme slick. Tuttavia la sua scelta audace non ha pagato, finendo in testacoda e rimontando le gomme wet.

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Credits – Profilo X F2

Vince Minì, ma che spettacolo in pista!

Il brasiliano della FDA è stato impeccabile alla ripartenza, non dando occasione a Beganovic di attaccare. Dietro di loro il palermitano della MP ha mantenuto la terza piazza, seguito da León e Maini. Lo svedese della DAMS ha poi portato l’attacco alla penultima curva, approfittando di un lungo del rivale, prendendosi di forza la leadership.

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Credits – Profilo X F2

Câmara non si è arreso ed in fondo al rettilineo che porta a curva 1 ha portato un attacco finendo lungo. Minì, sfruttando l’errore del campione uscente di F3, ha guadagnato la seconda piazza e subito dopo ha tentato il tutto per tutto attaccando Beganovic. Lo svedese inizialmente si era difeso strenuamente, ma in curva 17 ha dovuto lasciare la prima piazza al pilota MP.

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Credits – Profilo X F2

Minì ha gestito nel migliore modo possibile l’ultimo giro, ottenendo la sua prima vittoria stagionale e primo successo in carriera in F2 precedendo i due Ferrari Driver Academy, Beganovic e Câmara. Il pilota ex Prema ha poi dedicato la vittoria ad Alex Zanardi, scomparso nella giornata di ieri. Chiudono a punti anche: León, Maini, Miyata, Boya, Herta, Montoya e Dürksen.

Risultati finali

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