Antonelli agguanta l’ottava vittoria stagionale davanti a Verstappen e Norris. Bocciato il nuovo circuito di Madrid.
Kimi Antonelli ha vinto il GP di Spagna anche grazie ad un’episodica Virtual Safety Car, che ha permesso al pilota italiano di guadagnare una preziosa posizione su Norris e tanti punti pesanti nella sfida mondiale. Hamilton ha pagato un problema di affidabilità (il primo della sua stagione), mentre Russell non è andato oltre la quinta posizione in una soporifera prima edizione in quel di Madrid.
Norris sconfitto dalla VSC
Il momento più bello del fine settimana sul Madring è stato senza dubbio il colpaccio di Lando Norris, capace di conquistare la pole position con “uno dei migliori giri della sua carriera”. Il tutto è stato vanificato da un episodio sicuramente sfortunato ed evidentemente non voluto, ma su cui la direzione gara non è esente da responsabilità: da quando Stroll ha parcheggiato la sua vettura a quando è stata esposta la Virtual Safety Car (durata poi almeno un paio di minuti) è passato decisamente troppo tempo.
Tempo e secondi che sono costati una gara intera ad un pilota. E se da un lato è sacrosanto che in linea generale gli arbitri non debbano guardare in faccia a nessuno nel prendere decisioni riguardanti la sicurezza, è altrettanto vero che sarebbe consigliabile tenere lo schermo acceso, nel tentativo di evitare di condizionare troppo lo svoglimento della gara quando possibile (è il caso di oggi).
Questo ragionamento non vuole togliere nulla alla vittoria di Antonelli, che a Madrid raccoglie 25 punti dorati e continua la sua marcia reale in una stagione che sembra aver preso definitivamente la direzione di Bologna, complici anche le difficoltà di Hamilton e Russell.

Red Bull, pensaci
A bordo di una Red Bull in buona forma, Liam Lawson ha sfruttato a dovere l’occasione dell’infortunio di Hadjar tagliando il traguardo in una solida sesta posizione. Negli ultimi 3 weekend ha conquistato 14 punti nonostante sia partito dal fondo a Monza, ma ha anche lanciato buoni segnali in qualifica, contenendo il distacco da Verstappen all’interno delle linea delle aspettative. In chiave 2027, questo segmento di stagione potrebbe risultare decisivo per Lawson, ancora in ballottaggio con Tsolov per un sedile in Racing Bulls.
Ma appiedare un pilota che sembra aver trovato la sua dimensione sarebbe davvero la scelta giusta? Il neozelandese sta disputando senza dubbio la sua miglior stagione nella massima categoria, è in vantaggio nel confronto diretto con Lindblad ed in classifica occupava la posizione di Best of the Rest anche prima della parentesi in Red Bull. A prescindere dalle (indubbie) qualità di Tsolov, Lawson sta dimostrando di meritare un posto in Formula 1.

Madrid, così non va
Ultima ma non per importanza c’è la grande sconfitta di questo fine settimana, il tracciato di Madrid. Correre tra le stradine della capitale spagnola può essere affascinante, così come lo è la Monumental, spettacolare anche solo dagli onboard delle prove libere. Ma vedere una pista senza nessun vero punto di sorpasso non può che essere triste per i veri appassionati di motorsport: le corse non sono solo sorpassi, ma neppure non assistere a nessuna battaglia a parità di condizioni (pneumatici e vetture) ad eccezione del primo giro.
Tutto questo non può passare inosservato, né tantomeno in secondo piano rispetto all’organizzazione del paddock, degli eventi di contorno e della location. Perché a ben guardare le gare si svolgono ancora dentro la pista, e in questo caso il nome Madring è sembrata davvero l’unica cosa ben pensata.


