Carlos Sainz

F1 | Sainz lancia l’allarme: “Controproducente avere 24 gare nel calendario”.

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Carlos Sainz si apre riguardo la lunghezza del calendario in Formula 1 che potrebbe ridurre l’interesse del pubblico

Il timore del pilota Williams, Carlos Sainz è che con una stagione troppo lunga i tifosi prestino un po’ meno attenzione alla Formula 1: 24 appuntamenti sarebbero vicini al limite. Lo spagnolo riporta quindi l’attenzione su calendari composti solo da 18 tappe.

I calendari prima e dopo

Fare riferimento alle stagioni con 18 Gran Premi significa naturalmente confrontarsi con una Formula 1 molto diversa da quella attuale. Nel corso degli anni sono cambiati il calendario, le modalità di fruizione del campionato e gli strumenti attraverso cui squadre, sponsor e organizzatori interagiscono con il pubblico. Anche lo sviluppo dei social media e delle piattaforme digitali ha contribuito a modificare il rapporto tra il campionato e i suoi tifosi.

Rispetto al passato, quando la stagione si concentrava in un arco temporale più ristretto e seguiva una cadenza generalmente regolare tra un GP e l’altro, il calendario odierno presenta una distribuzione differente degli eventi. Allo stesso tempo, la geografia del campionato si è ampliata, con un numero crescente di appuntamenti al di fuori dell’Europa e l’ingresso di nuove sedi nel calendario. Questi cambiamenti hanno accompagnato l’evoluzione della Formula 1 sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello commerciale, in un contesto in cui l’aspetto economico ha da sempre rappresentato una componente rilevante della categoria.

Carlos Sainz

L’opinione del Carlos giovane e tifoso

Nonostante la preoccupazione manifestata, Carlos Sainz non ha potuto fare a meno di tornare indietro con la memoria fino a quando era un bambino, ammettendo che avrebbe apprezzato una simile intensità di appuntamenti: “Penso che se fossi un tifoso, ne sarei entusiasta perché più F1 posso guardare in TV, meglio è. Ricordo quando ero bambino e c’erano solo 16 o 18 gare in calendario. Mi mancava la Formula 1 per molti fine settimana“.

Allo stesso tempo il pilota ritiene però che una programmazione così fitta possa finire per allontanare parte del pubblico e ridurre l’interesse degli appassionati: “Dobbiamo anche considerare, dal punto di vista sportivo, se questo non sia forse controproducente. A volte è necessario che le persone perdano interesse durante una gara per riuscire a coinvolgerle.

Quando si susseguono così tante gare di fila, le persone o lo sport stesso possono percepirlo come un campionato, più simile alla Premier League che alla Champions League. Quindi, forse, si presta meno attenzione alle partite o, in questo caso, alle gare. Si tratta più che altro di una questione filosofica per lo sport, che dovrebbe valutare se si desidera continuare ad avere così tante gare di fila“.

Carlos Sainz  GP Austin

La preoccupazione per il personale dei team

La Formula 1 ha portato il calendario a 24 appuntamenti, anche se nel 2026 le gare in programma sono attualmente 23 dopo la cancellazione del Gran Premio dell’Arabia Saudita. Il numero potrebbe però ridursi ulteriormente qualora anche gli ultimi due eventi della stagione non dovessero disputarsi. Se il calendario sarà completato come previsto, il Circus affronterà nove weekend di gara nell’arco di appena undici settimane.

La preoccupazione di Sainz si è riversata non solo sui tifosi: come membro direttivo della Grand Prix Drivers’ Association, Sainz pensa anche al personale che lavora all’interno dei team e all’effetto che un calendario così lungo può avere su di loro: “Ancora più importante, credo che come GPDA ci sia stato detto più o meno che 24 o 25 gare rappresentano il limite massimo del campionato che sono disposti a raggiungere. Non so se sarà così, visto che ci saranno sempre più offerte per aumentare il numero di sedi. Ma credo che questo sia il limite“

“Credo che il problema riguardi soprattutto i membri del team che trascorreranno solo tre o quattro giorni a casa, o al massimo cinque, ogni mese. Sono le persone che lavorano nei team a subire le conseguenze peggiori, non i piloti. In questo senso, credo che ci troviamo in una posizione più privilegiata”.

Carlos Sainz ha poi continuato dicendo: “Quindi, vediamo. Ho la motivazione per fare tutte le gare necessarie. Ho la voglia di correre. Amo correre. Ma è vero che questa fase finale del triplo appuntamento, con tre triple gare consecutive, sarà dura per il corpo, dura per le persone, dura per la mente”.

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