George Russell alla conquista della zona punti

George Russell alla conquista della zona punti

12 Marzo 2021 2 Di Raffaele Di Gaetani
Tempo di lettura: 4 Minuti

Russell e i punti, un rapporto controverso fin dal suo esordio in Formula 1 a inizio 2019.

Il mezzo con cui George Russell ha dovuto correre nei primi 2 anni di permanenza in Formula 1, di certo non ha favorito l’ascesa di uno dei piloti giovani più talentosi anzi, è stata senza dubbio la vettura più lenta, problematica e difficile da gestire di tutto il lotto.

L’inglese fresco dalla vittoria nel mondiale F2 nel 2018 aveva due strade: arrendersi e sprecare il suo talento nella frustrazione o lottare con tutta la sua forza.

Il pilota della casa di Stoccarda decise di combattere, seppur ci fosse una quasi totale impossibilità a causa del suo mezzo di conquistare la zona punti.

Nell’ultimo biennio due furono le occasioni tangibili per andare a punti sulla Williams: la rocambolesca gara in Germania nel 2019 in cui é arrivato undicesimo dietro al suo compagno di squadra Kubica e Imola 2020 dove la posizione a punti fu vanificata da un errore dello stesso George durante la Safety car, ove per scaldare le gomme perse aderenza e finì in barriera.

Sembrava una maledizione la conquista dei punti per il pilota di King’s Lynn che nonostante delle prestazioni in qualifica impressionanti non riusciva a conquistare la top ten in gara.

L’occasione si presenta chiara e nitida al gran premio di Sakhir del 2020, in cui a causa della positività di Lewis Hamilton al Sars Covid-2, Russell fu scelto per sostituire il sette volte campione del mondo.

La qualifica aveva sancito la seconda posizione per George dietro Bottas, si preannunciava quindi una domenica rovente per il debuttante in Mercedes.

La domenica inizió come George aveva sognato, portandosi in testa alla corsa con un impetuoso scatto al via.

Sembrava una bella favola che si avviava a un lieto fine ma purtroppo l’incubo della mancata conquista della zona punti si materializzó durante il gran premio sotto due vesti: l’errore al box Mercedes nel montare gomme di Bottas sulla monoposto di Russell costringendolo a un secondo pit-stop e poi la foratura dopo essere tornato nelle posizioni di vertice a seguito di un sontuoso recupero.

Ció lo portó incredibilmente al di fuori della top ten, con una grande rabbia e frustrazione che tuttavia vennero accantonate fino al post gara, riuscendo così a recuperare fino alla nona posizione, che gli conferì i suoi primi due punti in carriera.
Diventati tre grazie al punto aggiuntivo del giro veloce, che gli hanno regalato una piccola gioia con un grande retrogusto amaro, che apparve evidente dalle sue dichiarazioni nel post gara: “Non so bene come riassumere il mix di emozioni che sto provando al momento. Da un lato, sono orgoglioso del lavoro fatto questo weekend. Ho avuto un grande gruppo di persone intorno a me che ha lavorato duramente e in maniera molto diligente per prepararmi alla qualifica e alla gara. Ma oggi è stato devastante. Ho già avuto gare dove ho avuto la vittoria portata via, ma oggi è come se mi fosse successo due volte, non ci posso credere. Avevo tutto sotto controllo dopo la partenza e stavo gestendo la gara, occupandomi delle gomme e mantenendo il divario con Valtteri. Poi abbiamo avuto tutta quella confusione al pit stop, penso che ci siano stati problemi nelle comunicazioni. Questo ci ha messo in forte svantaggio, ma penso che avremmo comunque potuto vincere. Dopodiché, la monoposto ha cominciato a essere un po’ strana. Non volevo credere che fosse una foratura, volevo solo andare avanti e farcela, ma quella ovviamente non era una possibilità. Sono distrutto, ma orgoglioso di quanto ottenuto, e molto felice di aver avuto la possibilità di guidare questa monoposto questo weekend.”

Sicuramente nonostante le sfortune in quella giornata, il mondo della Formula 1 aveva scoperto definitivamente che c’era una stella pronta a riscrivere le gerarchie nel circus.

La storia è tutta da scrivere.

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